CATANIA − “Maggiori costi e sofferenze dei catanesi e dei siciliani dovuti alla vergognosa interruzione della Palermo-Catania siano, almeno in parte, risarciti dall’Anas e dallo Stato. Chiediamo che Anas e Stato rinuncino alle quote di loro competenza sui pedaggi autostradali della Messina-Palermo che costituisce per lavoratori, famiglie e aziende una delle poche soluzioni alternative praticabili nei collegamenti tra i due principali centri dell’Isola”. È la denuncia-appello del segretario generale della Uil di Catania, Fortunato Parisi, in una lettera aperta rivolta ai rappresentanti etnei di tutte le istituzioni politiche.

Spiega il segretario Uil: “Oltre al canone di concessione, l’Anas percepisce un sovrapprezzo sui biglietti autostradali. Lo Stato, invece, incassa l’Iva al 22 per cento. Balzelli che, oggi, risultano insopportabili alla luce di esborsi e disagi provocati dal disastro della Palermo-Catania. Non bastano, non possono bastare, le doverose dimissioni di Pietro Ciucci dalla presidenza dell’Anas. Chiediamo gesti concreti. Uno, lo proponiamo noi. E consiste nel taglio di alcune voci, per le quali oggi i biglietti di andata e ritorno sulla Messina-Palermo costano da 20 euro e 20 centesimi, per le auto, sino a 49.20 euro, per i mezzi pesanti di classe 5. A queste cifre vanno poi sommati i ticket della Messina-Catania e il maggior consumo di benzina”.

“All’economia etnea e siciliana – conclude Fortunato Parisi – è stata inflitta una mazzata. Un’altra! Noi alziamo la voce per protestare e proporre, come sempre, confidando che altrettanto faccia la nostra classe politica. Senza dimenticare, poi, la richiesta di una decisa accelerazione di tutti i lavori attualmente in corso sulla rete stradale e autostradale di Sicilia, perché davvero non ne possiamo più di dovere fare i conti con infrastrutture che condannano questa terra all’arretramento economico e sociale”.

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