Anche quest’anno “i 23 del 23 Maggio”, come ama definire la prof.ssa Mariangela Testa, referente del progetto “I legali del Galilei”, gli alunni che partecipano all’iniziativa, si sono recati a Palermo in occasione del ventiquattresimo anniversario della strage di Capaci. Questa manifestazione è annualmente organizzata dalla Fondazione “Giovanni e Francesca Falcone”, con la direzione generale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Anche noi, studenti del Liceo Scientifico Galileo Galilei, in piccola parte, abbiamo avuto l’onore, nel ruolo di staff del MIUR, di contribuire all’organizzazione di una giornata a cui ogni anno aderiscono migliaia di persone, avendo la possibilità di accedere all’Aula Bunker del carcere Ucciardone, nella quale si è svolto il maxiprocesso. A partire dalle 9.45 del 23 Maggio buona parte delle città italiane hanno preso parte al collegamento con la diretta RaiUno; nell’Aula Bunker ospiti il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini, il presidente della Fondazione “Giovanni e Francesca Falcone” Maria Falcone, il presidente del Senato Pietro Grasso, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, il ministro dell’Interno Angelino Alfano, il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, il presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi, il procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti, e ultimi, ma non meno importanti, oltre 800 studenti provenienti da ogni parte d’Italia. A seguire i due cortei: dall’Aula Bunker e da via D’Amelio, dove morirono Paolo Borsellino e gli agenti della scorta, si muovono le manifestazioni che danno inizio al momento clou della giornata, e anche a quello decisamente più emozionante. Noi tutti, infatti,  ci siamo recati, tra canti, slogan, striscioni, in via Notarbartolo dove sorge l’albero dedicato a Giovanni Falcone, diventato simbolo della solidarietà dei cittadini palermitani e non solo; dalla strada l’invito agli abitanti ad esporre i lenzuoli bianchi ed intorno alle 17 Palermo era diventata tricolore e ballava sulle note de “I cento passi” dei Modena City Ramblers e di “Pensa” di Fabrizio Moro, canzoni che al meglio parlano a nome di tutti gli italiani arrabbiati come noi. Ad interrompere esclamazioni quali “Palermo è nostra e non di Cosa nostra” e l’esibizione di Lorenzo Fragola e di altri giovani artisti emergenti, il minuto di silenzio tenutosi alle 17:58, orario in cui avvenne l’attentato di Capaci : non ci sono parole per descrivere ciò che si prova in quella folla silenziosa in cui persone provenienti da luoghi diversi, sono tutte accomunate dal pensiero rivolto a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, e a tutti coloro morti per mafia. Successivamente la manifestazione si è sciolta e credo abbia reso, come accade ogni anno, tutti un po’ più consapevoli della voglia che si ha di lottare e di vendicare coloro che hanno lottato prima di noi.

Alice Leanza IV H, Liceo Galileo Galilei di Catania

 

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