PALERMO – Quello di Claudio Fava, vice presidente della commissione nazionale Antimafia è stato un intervento senza mezze misure. Intervenuto all’Ars -fonte Sicilia Informazioni- nell’ambito dell’istruttoria sui rapporti tra mafia e politica in Sicilia, ha infatti dichiarato: “Non mi stupisce che la Sicilia possa essere considerata fuori dal rischio di infiltrazioni dell’Isis per la presenza della mafia”.

Commissione_Antimafia_Claudio_FavaInfatti, continua Fava, il fenomeno dell’Isis sarebbe “qualcosa che abbiamo già visto negli anni del terrorismo in Italia. In Sicilia non c’è mai stato l’insediamento del terrorismo e l’unica volta che Prima Linea provò a posizionare una sua base operativa alle porte di Catania fu sgominata nel giro di sei ore. In quegli anni Cosa Nostra aveva anche una funzione di sorveglianza armata sul territorio, dove non a caso non si sono consumati mai neanche sequestri di persona e quando c’erano non avevano la funzione di estorsione di denaro ma di punizione mafiosa”.

Posizioni molto dure e tetragone dunque, che lasciano però spazio ad un ripensamento, almeno parziale, legato anche alla complessità del fenomeno terroristico: “Forse non è del tutto vero perché la capacità di infiltrazione di questo terrorismo, talmente liquido, non ha alcuna possibilità di prevedibilità. Quando hai a che fare con gente che si ammazza – conclude – i livelli di prevedibilità si azzerano ed è più complicato, per tutti anche per chi fino adesso ha ritenuto di potere garantire indirettamente e parallelamente una sorta di ordine pubblico e privato del territorio”. Insomma, meglio stare attenti.

Teresa Fabiola Calabria

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