PALERMO – Quando era stato organizzato, il caso internazionale con al centro lo sfortunato ricercatore italiano ucciso in Egitto non era ancora scoppiato, ma adesso il primo pensiero di questo congresso sarà inevitabilmente rivolto alla doverosa commemorazione di Giulio Regeni. Soprattutto dopo che l’autopsia ha confermato, senza alcuna ombra di dubbio, le torture inflittegli negli ultimi giorni di vita. Per quesGiulio Regenito na a Palermo – il congresso dell’associazione Antigone sarà aperto con un commosso ricordo del giovane accademico e free-lancer italiano. venerdì prossimo – 12 febbraio, dalle ore 16 in poi presso la sala conferenze della Regione Sicilia a Palermo – il congresso dell’associazione Antigone sarà aperto con un commosso ricordo del giovane accademico e free-lancer italiano.

Un congresso sul “Reato di tortura: quando la legge?”, a cura dell’associazione Antigone Sicilia e con il patrocinio della presidenza del Consiglio comunale di Pale
rmo
, a cui prenderanno parte alcuni tra i massimi esperti della medicina legale e penalisti di lungo corso: prof. Vittorio Fineschi direttore dell’Istituto di medicina legale dell’Università La Sapienza di Roma; prof.ssa Paola Prati ordinario di meQuante cose che non sai di me_La destinazionedicina legale all’Università La Sapienza di Roma e componente del Comitato nazionale di bioetica; avv. Fabio Anselmo del Foro di Ferrara; avv.ti Stefano Giordano, Giorgio Bisagna ed Eduardo Camilleri del Foro di Palermo; avv. Fabio Bognanni segretario della Camera penale di Palermo “Girolamo Bellavista”. Le conclusioni sono state affidate al prof. Lillo Fiorello ricercatore all’Università di Palermo, mentre tra quelle in programma una delle testimonianze più attese è quella di Ilaria Cucchi: sorella del geometra romano deceduto presso l’ospedale militare Sandro Pertini di Roma il 22 settembre 2009. La Cucchi, che ha fatto della propria istanza di giustizia una battaglia sociale e democratica, è stata tra le prime – proprio alle luce delle evidenti responsabilità di chi avrebbe dovuto occuparsi del fratello, durante la detenzione per possesso di sostanze stupefacenti – a chiedere l’introduzione del reato della tortura nel nostro Codice penale, al fine di stabilire con esattezza l’entità del reato e soprattutto per comminare agli eventuali responsabili una pena detentiva adeguata. 

Ilaria Cucchi sarà presente a Palermo con uno dei suoi consulenti di fiducia, componenti dell’èquipe medico legale che ha smontato la tesi della morte naturale introducendo, con elementi scientifici oggettivi, quella della morte sopraggiunta in seguito a maltrattamenti, percosse, torture e omissione di soccorso: ovvero il prof. Cristoforo Pomara, associato di medicina legale e delegato alla Ricerca scientifica dell’Università di Foggia.«I casi di morte per presunta tortura si stanno moltiplicando negli ultimi anni– argomenta – per cui avverto, da accademico, da tecnico ma anche da uomo, la necessità di una norma che finalmente metta fine all’omertà dei carnefici e alle eventuali connivenze da parte di chi, invece, dovrebbe cercare a tutti i costi la verità. Il caso Cucchi, in Italia ma anche all’estero, ha insegnato che tenacia e determinazione dei parenti delle vittime, ma soprattutto i moderni mezzi della scienza, possono portare all’accertamento della verità anche se magari in tempi non rapidi: ci è voluto del tempo, ma le conseguenze del fermo prima e della detenzione disumana di Stefano Cucchi adesso appaiono chiare a tutti. Il punto non è solo risalire ai fatti attraverso la consulenza e l’utilizzo sistematico della scienza, il punto vero, a mio modo di vedere, è introdurre una norma che consenta di uscire dall’equivoco del rimbalzo delle responsabilità. Se la tortura diventa legge anche in Italia, sapremo chiamare le cose col proprio nome e potremo usare gli strumenti della disciplina medico legale in maniera univoca seguendo per la diagnosi protocolli internazionali addirittura validati dalla alta commissione dei diritti dell’uomo dell’O.N.U. (il protocollo di Instanbul per tutti, NdR) e magari evitando quello che è successo con le varie perizie sul caso Cucchi. La medicina legale è pronta a questo atto di maturità, speriamo ci sia fornito lo strumento dall’ordinamento giuridico di questo Paese».Stefano Cucchi

I lavori del congresso nazionale saranno introdotti e coordinati dal presidente dell’associazione Antigone Sicilia, on. Pino Apprendi, che per l’organizzazione di questo importante appuntamento ha guardato all’Università di Foggia come a un importante bacino scientifico e osservatorio nazionale di primo piano: oltre al prof. Cristoforo Pomara, val la pena che proprio il prof. Vittorio Fineschi ha diretto l’Istituto di medicina legale dell’Università di Foggia per oltre 13 anni portandolo diventare – VqR 2004/10 a cura dell’Anvur – il miglior istituto d’Italia. I proff. Pomara e Fineschi, inoltre, sono stati protagonisti attivi della difesa della famiglia Cucchi durante tutto il procedimento a carico dei medici dell’ospedale Sandro Pertini di Roma.

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi