PALERMO – Tempi duri per la scuola italiana. Da quando poi il governo Renzi ha presentato il ddl sulla pubblica Istruzione, denominato “La buona scuola -facciamo crescere il Paese-” la situazione sembra addirittura peggiorata.

Un ddl -tutt’ora in esame presso la Camera, il cui testo potete consultare cliccando qui– che ha portato infatti insegnanti, studenti e tutte le figure connesse a scendere in piazza contro l’ennesima riforma “all’acqua di rose” che non solo sarebbe un mero palliativo, ma che, anzi, peggiorerebbe ulteriormente la già compromessa situazione attuale.

In tutta Italia oggi stanno avendo luogo manifestazioni contro questo ddl. In Sicilia in particolare, si è visto un duplice concentramento che ha coinvolto principalmente le città di Palermo e Catania. A Palermo, dalle ore 9:00 di stamattina, è partito da Piazza Marina un corteo formato da studenti, professori, precari e personale amministrativo della scuola, oltre naturalmente alle sigle sindacali che operano nel settore.

sciopero_scuola_5_maggio“Al governo chiediamo un decreto urgente per assumere tutti i precari della scuola e ulteriori investimenti per migliorare la qualità dell’offerta formativa. Dalla Sicilia, regione col 25% di dispersione scolastica,  la logica del ddl sulla “buona scuola” appare ancora più miope. Qui infatti abbiamo problemi di tutti i tipi e nessuno di questi viene affrontato: da quello del tempo scuola a quelli che riguardano la sicurezza degli edifici o le classi sovraffollate e non ultimo quello di 20 mila precari che aspettano da troppo tempo”. Lo dice il segretario generale della Flc Cgil Sicilia, Giusto Scozzaro, che continua: “Lo scontento è infatti grande rispetto a un progetto che non rende chiaro quale profilo di scuola si voglia affermare, del quale noi chiediamo la modifica radicale. Occorre cancellare – conclude – gli enormi poteri attribuiti ai dirigenti, stralciare il piano di assunzioni, tornare a una scuola democratica e partecipativa”.

Presente anche il capogruppo Idv Filippo Occhipinti: “Esprimo la mia più grande indignazione per una riforma che tutto fa tranne che trasformare la scuola in una buona scuola – spiega Occhipinti – mi chiedo se chi ha predisposto questa proposta punti al miglioramento della qualità dell’istruzione oppure all’ennesimo taglio e alla trasformazione della società verso un folle e iniquo sistema liberista dove il privato, l’uomo solo al comando, domina le masse. Il Pd farebbe bene a non dimenticare il suo programma che parla di fiducia e certezze per la scuola, di un controllo del consiglio di istituto e di una valorizzazione degli insegnanti. Se il Pd tradisce il suo programma, tradisce il suo elettorato e cosa più grave la scuola e l’istruzione italiana”.

“Mala tempora currunt sed peiora parantur” ovvero: “Stiamo vivendo tempi non buoni, ma si preparano tempi peggiori” . Chi è questo gufo? Un pericoloso eversivo, un anarchico o cos’altro? Si tratta di Cicerone, che certamente non conosceva Renzi. Ma si sa, a volte certe frasi, pronunciate in tempi non sospetti, restano scolpite a futura memoria. E spesso, purtroppo, ci azzeccano pure.

Teresa Fabiola Calabria

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