PALERMO – “I registri tumori in Sicilia che fine hanno fatto?”. Lo chiede il deputato del Movimento 5 Stelle Matteo Mangiacavallo che ha presentato ben sei atti parlamentari negli ultimi tre anni, ottenendo da chi di dovere, solo “lunghi silenzi”. Da qui l’ennesimo “j’accuse” del parlamentare pentastellato sulla mancata promulgazione del registro tumori di Agrigento e le anomalie e malfunzionamenti della maggior parte dei registri in Sicilia.

Mangiacavallo avrebbe inoltre presentato formale richiesta di chiarimenti al Dipartimento di prevenzione della salute, chiedendo di essere messo al corrente dello stato di avanzamento dei lavori, la raccolta e l’analisi dei dati e le relative tempistiche per la pubblicazione degli stessi: “Il ritardo è divenuto inaccettabile, – afferma Mangiacavallo – i siciliani hanno percezione di un aumento vertiginoso dei casi di tumore legati a fattori ambientali ma, al momento, lo strumento che potrebbe dare queste risposte, il registro tumori appunto, resta fermo al palo”.

Ma quello di Agrigento, seguito a stretto giro anche dal comitato “Registro dei tumori subito” – il cui gruppo Facebook è raggiungibile cliccando su https://www.facebook.com/groups/1548397532105927/?fref=ts – e dall’avvocato Silvia Sazio impegnata da anni su questo fronte, non è l’unico caso. Anche gli attivisti di Racalmuto infatti hanno sollecitato l’Asp di Trapani affinché fosse ultimato e messo in funzione il registro dei casi di tumore.

“Faremo sentire forte la pressione su chi appare del tutto disinteressato, – conclude il deputato – e a tutti coloro che hanno ritenuto ingiustamente che questo fosse un argomento secondario”.

Teresa Fabiola Calabria

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