PALERMO – E’ stato indetto per oggi -con la partenza del corteo alle 9:30 davanti alla sede dell’Ars- lo sciopero generale dei dipendenti regionali in Sicilia. La protesta, indetta dalle sigle sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Cobas/Codire, Sadirs, Ugl Siad e Dirsi, è diretta a contrastare le misure promulgate dal governo Crocetta, volte a tagliare stipendi contratti e pensioni, oltre a riguardare l’organizzazione del personale.

“I regionali -affermano i sindacati-  sono diventati un utile strumento per nascondere l’inadeguatezza del governo e della politica. Si toccano diritti maturati condizionando l’opinione pubblica con menzogne quotidiane. La stragrande maggioranza dei dipendenti regionali ha stipendi che vanno da mille a mille e cinquecento euro, altro che privilegi!”

Ma andiamo con ordine: nel tardo pomeriggio di ieri, il Governo Crocetta si è visto votare contro in ben tre occasioni, dove -ad opera di M5s ed Mpa- si è provveduto al taglio di 400 mila euro destinati alla comunicazione istituzionale, al reindirizzamento di 214mila euro destinati non più al noleggio delle costosissime -e altrettanto odiate- auto blu, ma messe a disposizione per la creazione di borse di studio per la lotta contro la mafia ed infine, nella terza ed ultima votazione, l’Aula ha decretato il taglio di ben 100mila euro, originariamente destinati a pagare gli emolumenti di eventuali esperti di cui il Governo si fosse avvalso.

Ben poca cosa, comunque, se consideriamo che il bilancio Regionale è monitorato dal Governo di Roma -in queste ore affannato a chiedere la fiducia sulla nuova legge elettorale- e che, soprattutto, l’agognato taglio sul numero dei portaborse all’Ars -secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano- è andato a farsi benedire. Infatti anche quest’anno ci sarà la duplicazione tra personale stabilizzato e portaborse, con in più i consulenti per i parlamentari. Costo totale, più di 4 milioni l’anno.

Va detto, infine, che se l’Ars è riuscita a diminuire di circa 10 milioni il costo del personale di ruolo, ciò è dovuto principalmente ai prepensionamenti e ai tagli al Bilancio decisi lo scorso anno da Palazzo dei Normanni ammontanti ad una spesa totale che è di 154 milioni.

Teresa Fabiola Calabria

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