PALERMO – Forse la mafia non c’entra niente, ci potrebbero essere banali motivi di contrasti personali la causa del duplice omicidio di Falsomiele, compiuto con freddezza e e precisione. Sono stati fermati due insospettabili, infatt: Carlo Gregoli, 52 anni, e Adele Velardo, di 42. Rispettivamente geometra del Comune di Palermo, impiegato dei Servizi cimiteriali, e casalinga. Ieri pomeriggio i due sono stati convocati alla Squadra mobile e, dopo un lunghissimo interrogatorio, nella notte è scattato il fermo.

I coniugi, che hanno una villa confinante con un terreno dei Bontade gestito da una delle due vittime, Vincenzo Bontà, negano ogni accusa. Ad incastrarli, però, ci sarebbero una serie di circostanze: dalle riprese di una videocamera di sicurezza di una villetta vicina al luogo dell’agguato alla testimonianza di un automobilistica, che ha visto un uomo sparare. A sostenere l’ipotesi degli investigatori anche la pistola usata: una calibro 9×21, simile a quella regolarmente detenuta dai coniugi che hanno la passione per le armi. Lui è appassionato di caccia, lei frequenta il poligono.

Sono in corso ulteriori accertamenti

 

 

 

 

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