PALERMO – “Un’iniziativa ecocompatibile di raccolta differenziata porta a porta”, così il comune di Palermo definiva l’operazione di raccolta dei rifiuti non molto tempo fa. Peccato che, come tutte le belle iniziative, anche questa presenti al suo interno aspetti meno belli, che appaiono appena proviamo a grattar via la patina dorata in superficie.

La Corte dei Conti di Palermo infatti, ha aperto un fascicolo in cui chiede al comune di Palermo di spiegare le ragioni del danno erariale che sarebbe emerso dalla segnalazione fatta dal Movimento Cinque Stelle che, nella persona di Claudia_Mannino_m5sClaudia Mannino, deputata palermitana M5S alla Camera, componente della commissione Ambiente di Montecitorio, ha evidenziato i “maggiori costi sostenuti per il conferimento in discarica di materiale che avrebbe dovuto essere oggetto di riciclo. Faccio riferimento alle spese sostenute in particolare a titolo di tariffa smaltimento rifiuti e  all’addizionale del 20 per cento al tributo speciale. L’inchiesta  – continua la Mannino  – è un fatto veramente importante, alla luce di quello che in materia di rifiuti avviene in Sicilia, dove oggi il dibattito si limita ad uno scontro miope ed affaristico tra chi vuole le maxi discariche a proprietà pubblica e chi le vuole a proprietà privata, prescindendo completamente da quelli che sono gli obblighi di legge in materia di raccolta differenziata. 

“Era ora – commenta il presidente Cinquestelle della commissione Ambiente dell’Ars, Giampiero Trizzino – che la magistratura contabile procedesse ad una seria ricognizione sulla gestione dei fondi a favore dei servizio integrato dei rifiuti del comune di Palermo. Che sia stata una iniziativa del M5S ad avviare questo percorso giudiziario, la dice lunga sulla classe politica che fino ad oggi ha dominato il sistema. Mi auguro che le indagini mettano in luce tanto le responsabilità, quanto gli errori commessi, al fine di correggerli e restituire dignità alla città. E’ inaccettabile che i cittadini di Palermo debbano pagare ingenti somme per un servizio che, di fatto, non esiste. La scusa che il palermitano è incivile non regge: il comune, negli anni, ha giovato di personale e denaro a iosa. Adesso si chiarisca come è stato utilizzato”.

Soddisfazione per l’operato dei colleghi pentastellati anche dall’Italia dei Valori che, nella persona del proprio capogruppo, Filippo Occhipinti, commenta così l’indagine aperta dalla Corte dei Conti: “I ritardi della raccolta differenziata sono incredibili e indifendibili, bene la denuncia del Movimento Cinque Stelle. Da tempo chiediamo che a Palermo vengano istituite le isole ecologiche – dice Occhipinti – prima l’Amia e ora la Rap hanno inspiegabilmente accumulato ritardi che determinano un costo del servizio elevatissimo che svuota le tasche dei cittadini. Un servizio insufficiente e in alcuni casi peggiore di quello che Amia forniva. Con l’approvazione del contratto di servizio di Rap, pensavamo che la vicenda dei rifiuti potesse aver un epilogo diverso e ricominciare a dare una speranza a questa città: ci siamo sbagliati? Vogliamo capirlo”. A questo proposito è stato richiesto da Idv un incontro chiarificatore a cui dovranno essere presenti il sindaco Leoluca Orlando e il presidente Marino “perché ci vengano a spiegare i disservizi della Rap, dando risposte ai cittadini inferociti”.

Dal canto suo, il comune di Palermo fa sapere, tramite una nota che “il segretario generale, ha già risposto ai rilievi della Corte dei Conti con nota dell’11 marzo scorso. Sono stati forniti dei riscontri alla richiesta della procura della Corte dei Conti sull’indagine riguardante l’eventuale danno erariale come conseguente al mancato raggiungimento degli obiettivi previsti dalla legge in materia di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. Si ricorda che, attualmente, a Palermo viene svolto il servizio di raccolta differenziata, porta a porta, per circa 130 mila abitanti. Inoltre si precisa che, a dicembre del 2013, è stato siglato il protocollo intesa con la Regione Sicilia, relativamente all’obiettivo di incrementare la percentuale, per quanto riguarda la raccolta differenziata porta a porta, per altri 130 mila abitanti. Tale obiettivo dovrà essere realizzato, a spese della Regione, che ha già bandito le gare necessarie. E sarà avviato entro il prossimo giugno, non appena saranno concluse le operazioni di gara avviate dalla Regione stessa.”

Teresa Fabiola Calabria

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