PALERMO – Non c’è pace per il settore della Formazione a Palermo. E’ di queste ore la notizia secondo cui i sindacati Cgil, Cisl e Uil, consapevoli che il limite della sopportazione da parte degli addetti alla Formazione è stato ormai raggiunto, tanto da far ventilare l’ipotesi, sempre più concreta, di uno sciopero, starebbero cercando di trovare la soluzione più adatta, in un vertice con i rappresentanti del settore, vertice definito dai diretti interessati come “indispensabile”.

In una nota diffusa da Uil, il suo rappresentante, Giuseppe Raimondi, precisa che la causa di tutto è la “decisione adottata lo scorso anno dal ministero del Lavoro di escludere gli enti di formazione dai beneficiari della cassa integrazione in deroga” che rischia di mettere in crisi migliaia di lavoratori, che con le rispettive famiglie rischiano di rimanere senza stipendio e privi di un minimo sostegno economico fino all’inizio dei nuovi corsi. Ovvero, secondo le stime dei sindacati, non prima di 8-9 mesi.

In queste ore è in corso il tavolo tecnico, che vede coinvolti, oltre ai suddetti, l’assessore alla Formazione Mariella Lo Bello e l’assessore al Lavoro Bruno Caruso.

I sindacati fanno sapere però, che non intendono fermarsi e di essere disposti ad andare fino in fondo alla questione. Il rappresentante della Cisl, Giovanni Migliore, infatti afferma: “In questo momento il tavolo tecnico è indispensabile perché adesso tocca alla politica dare le risposte. Ci devono dire cosa faranno questi lavoratori fino a quando non ripartiranno i corsi. Ma se non otterremo risposte siamo pronti ad alzare i toni, anche con azioni di protesta. Non possiamo permetterci di essere complici del sistema”.

Infatti i toni sembrano essere davvero sul procinto di alzarsi. In occasione della prossima festa dell’Unità, che dovrebbe celebrarsi il prossimo 24 settembre ai cantieri culturali della Zisa, alcuni dipendenti della Formazione fanno sapere che potrebbero decidere di boicottare l’incontro.

Negli ultimi tempi la situazione sembra degenerare di giorno in giorno. Venerdì scorso infatti, un dipendente si è versato della benzina addosso minacciando di darsi fuoco davanti alla sede della presidenza della Regione Siciliana, in piazza Indipendenza a Palermo. La scorsa settimana l’assessore al Lavoro, Caruso, è stato vittima di un tentativo di aggressione. Di fronte ad una tale drammatica situazione, viene spontaneo chiedersi se piuttosto che chiamarla festa dell’Unità non sarebbe forse il caso di cambiarle il nome.

Teresa Fabiola Calabria

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