PALERMO – Una performance lunga un giorno, per riappropriarsi dello spazio urbano. Un’azione di disobbedienza per smascherare Palermo, per guardare con consapevolezza alle maschere che si porta addosso ormai da troppi anni: la religione, la mafia, la “munnizza”, la giustizia, l’immigrazione, la nobiltà. E, infine, la morte. 

Seguendo il filo della precedente azione sul Genio di Palermo, domani, domenica 19 aprile, dalle 11:00 alle 18, alla scalinata di Sant’Isidoro alla Guilla (traversa di via Candelai) avrà luogo una performance organizzata in collaborazione con il blog letterario L’Abattoir e con sei fotografi (Sergio Calabrese, Loris Guzzetta, Luisa Montaperto, Nino Pillitteri, Peppino Romano, Giuseppe Sinatra) e sei performer (Claudia Di Gangi, Aurora Martorana, Marianna Messina, Valentina Parlato, Rosanna Romano, Patrycja Stefanek) in cui Frillo -nome d’arte di Antonio Nicolò Zito- esprimerà il suo disappunto e la sua voglia di far rinascere questa città. Le maschere saranno interpretate dall’artista, dalle performer, dai fotografi e dagli scrittori, coinvolgendo l’osservatore e offrendo un nuovo punto di vista.

“Il progetto di Frillo – ha detto Sasvati Santamaria, curatrice del progetto – nasce dalla volontà di sottolineare delle criticità culturali. Utilizzando come input il racconto “La maschera della morte rossa” di Edgar Allan Poe, l’artista porta alla luce il concetto di caducità legato ad un processo di ‘dramma sociale’ che l’ambiente urbano in cui egli vive trasmette. La maschera diviene un elemento di un gioco per sottolineare delle emergenze sociali e urbane. Come le stanze del castello nel racconto, le maschere diventano sette per evidenziare delle criticità sociali e culturali: la religione, la mafia, la munnizza, la giustizia, l’immigrazione, la nobiltà. L’ultima è la maschera scarlatta, che mette in scena la morte, che nella sua essenza non rappresenta un punto di fine ma un punto di partenza, un multiplo complesso e mutevole che ha intriso in sé la volontà di un cambiamento”.

Luigi Pirandello, grande e indimenticabile poeta e drammaturgo siciliano, sulle maschere una volta disse: “Imparerai a tue spese che lungo il tuo cammino incontrerai ogni giorno milioni di maschere e pochissimi volti”. Magari quelle di domani non saranno proprio milioni ma chissà, forse ci andranno vicino.

Teresa Fabiola Calabria

Scrivi