PALERMO – Continua l’attesa dei giovani siciliani per quanto riguarda il progetto – flop “Garanzia Giovani” che dopo aver garantito il risanamento della piaga della disoccupazione giovanile tramite un finanziamento erogato dall’Europa pari ad un importo di 1,5 miliardi di euro – fondi che, almeno in Sicilia, i giovani non hanno visto manco col binocolo – ha smosso solo un po’ le acque in superficie, lasciando sostanzialmente tutto com’era, se non addirittura peggio.

Infatti il progetto, rivolto ai giovani tra i 15 e i 29 anni, a cui hanno partecipato la Youth Employment Initiative, il Fondo Sociale Europeo e risorse nazionali, ancora a distanza di un anno non ha garantito, de facto, il lavoro a nessuno, mentre gli unici ad averne tratto profitto sono state le aziende private, le agenzie del lavoro e gli Enti di formazione: per chi stipulava i contratti, chi si accreditava al progetto e chi assumeva i giovani infatti, erano previsti numerosi incentivi. Peccato che, nella maggioranza dei casi, i contratti non siano durati al massimo che sei mesi, dopodiché, come cantava l’immortale Serra:”lasciamoci così, senza rancor”. 

Il vice segretario regionale di Idv Paolo Caracausi, alla luce dei tempi di attesa troppo lunghi, ha dichiarato: “Garanzia giovani è stato l’ennesimo flop della Sicilia. Tante giovani e tanti giovani siciliani hanno aderito sperando in una concreta possibilità lavorativa, ma devono fare i conti ad oggi con la mancanza di 41 milioni di euro e il timore di non essere pagati, visto che finora almeno a Palermo non hanno visto un soldo. Sono stati ammessi più partecipanti del previsto e l’efficacia di questa misura è ancora tutta da dimostrare. Chiediamo al governatore Crocetta e all’assessore Micciché di fare luce su questa vicenda e di reperire immediatamente i fondi: i giovani siciliani soffrono già una condizione precaria e difficile e di tutto hanno bisogno, meno che di prese in giro da parte della politica”.

E dire che stavolta i giovani italiani, siciliani in particolare, ci avevano creduto sul serio. Dopo essere stati definiti per anni “choosy” “mammoni” eccetera, non gli era parso vero che si facesse qualcosa di concreto per loro. Infatti.

Teresa Fabiola Calabria

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi