Due importanti teatri di altrettante città siciliane – nella fattispecie il Biondo di Palermo e lo Stabile di Catania – stanno attualmente cercando di raggiungere lo status di Teatro Nazionale, prestigioso riconoscimento che, oltre ad attribuire loro un’indubbia aura di prestigio, metterebbe sicuramente al riparo i posti di lavoro attualmente in bilico e rimpolperebbe decisamente i botteghini. Questo, per lo meno, è ciò che i soci del Teatro Biondo di Palermo auspicano possa realizzarsi, con la promozione di un comitato che valuti una candidatura congiunta con lo Stabile di Catania per il titolo di Teatro Nazionale.

Tuttavia l’impresa sembra rivelarsi piuttosto ardua in quanto, secondo ciò che affermano Paolo Caracausi e Filippo Occhipinti, consiglieri comunali di Idv: “Prendiamo atto che, ancora una volta, il Comune di Palermo e la Regione Siciliana non trovano un’intesa su temi importanti come la salvaguardia di un pezzo della cultura della nostra città e dei livelli occupazionali. Ci sembra di difficile attuazione l’ipotesi di accordo tra il Teatro Biondo e il Bellini di Catania”.

Una soluzione, tuttavia, potrebbe ancora trovarsi: basterebbe infatti coinvolgere nell’iniziativa i piccoli teatri della città. Ma anche questa via sembra essere sbarrata: “L’ipotesi di candidatura con i teatri minori della nostra città ci sembra inoltre debole e rischiosa – continuano Caracausi e Occhipinti – non capiamo perché non si ipotizzi un coinvolgimento del teatro ‘Al Massimo’ che ha requisiti di attività e struttura che, con l’aggiunta dei piccoli teatri, ci metterebbero nelle condizioni di avere lo status di Teatro Nazionale o quantomeno di interesse nazionale. Invitiamo l’assessore alla Cultura, Andrea Cusumano, a rivedere la sua posizione: non vorremmo assistere a una nuova bocciatura della nostra città”. Insomma, se son rose, fioriranno. Al momento, abbiamo solo le spine.

Teresa Fabiola Calabria

 

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