PALERMO – Decine e decine di produttori, vignaioli e birrai provenienti da ogni parte della Sicilia, il Team  di nuovi Fud Pipol assunti per far partire questa grande avventura, ma soprattutto diverse centinaia di persone hanno tagliato tutte insieme il grande nastro di FUD, che da ieri sera è aperto in piazza Olivella a Palermo.  

Il fortunato locale creato poco meno di tre anni fa a Catania da Andrea Graziano, si moltiplica calandosi nel vivace centro storico di Palermo e contribuendo alla riqualificazione di una delle più belle piazze della città, a due passi dal Teatro Massimo: un luogo tutto da scoprire e che, com’è già avvenuto con la rigenerazione di via Santa Filomena a Catania, anche grazie a questa presenza potrà accrescere la vivibilità, la capacità attrattiva e l’identità di un piccolo polo gastronomico.  

L’effetto visivo di questo antico locale interamente restaurato sul progetto dell’architetto Andrè Ballà, secondo l’inconfondibile stile di Fud, ha già cominciato a cambiare la fisionomia di questo luogo, anche grazie all’incredibile afflusso di presenze nella prima serata d’apertura, nonostante l’evento non sia stato annunciato se non poche ore prima, attraverso la lunga mailing list a cui i “fan” di Fud si sono iscritti nelle scorse settimane.  

“Arriviamo all’apertura dopo una lunga maratona, cominciata il giorno in cui è nata l’idea di questo investimento e l’avventura ha cominciato a prendere forma, grazie ad un’entusiasmante collaborazione con due nomi già noti della ristorazione palermitana, Gianluca Cigna e Claudio Bica di Tredicisette”, dichiara Andrea Graziano, imprenditore, sommelier e gourmet, che a Catania ha dato vita prima allo storico Sale Art Café e poi al sempre affollatissimo Fud, la panineria tutta siciliana che in pochi anni è diventata un modello di successo e qualità e che ora sbarca stabilmente anche a Palermo. “La formula e lo stile sono gli stessi – spiega Andrea – ma la chiave resta il legame col territorio: per questo, oltre ai nostri partner storici, abbiamo selezionato i migliori produttori della Sicilia occidentale. Intorno a Fud continuiamo così a far crescere un vero e proprio sistema economico che fa network con gli artigiani del gusto siciliani, di cui riusciamo a sostenere l’attività e a valorizzare il lavoro, inserendo nei nostri menu panini e piatti sempre attenti alle materie prime. Così qui abbiamo studiato un menu palermitano, a cominciare dal Meusaburgher e dal Panel Bred, le nostra reinterpretazioni dei mitici pane e panelle e pane con la meusa”.  

E com’era stato annunciato nei mesi scorsi con la campagna di recruitment online, sin dal primo giorno Fud Palermo ha assunto e formato decine di  giovani che in questa città sono nati o, pur essendo stranieri, hanno scelto di viverci: “La selezione è stata davvero complessa. Abbiamo ricevuto migliaia di curricula, fatto centinaia di colloqui e alla fine abbiamo scelto i nostri Fud Pipol, che speriamo siano solo i primi, se il riscontro della città sarà positivo. Non abbiamo scelto quelli con più esperienza, ma quelli che hanno dimostrato di avere una sensibilità più vicina a quella che è la nostra filosofia”. Per questo i nuovi “Fud Pipol” sono arrivati al primo giorno di lavoro dopo una serrata sessione di “Fud Treining”: un primo, intenso programma di formazione con Andrea Graziano e il suo staff catanese, per le tecniche di cucina e di servizio, ma soprattutto con produttori, esperti del settore e giornalisti, per imparare a conoscere e a raccontare quello che qualifica la proposta e l’esperienza gastronomica di Fud, dai formaggi ai vini, dalle conserve alle birre. Una promessa mantenuta, per un imprenditore che crede nel valore del team come in quello di una grande famiglia: “Vogliamo che chi lavora con noi abbia l’opportunità di intraprendere un percorso di crescita complessiva, professionale e personale. Facendo investimenti come questo, su ciò che qualifica la Sicilia, come il cibo e il vino, offriamo ai giovani siciliani l’opportunità di mettere intelligenza, talento e passione a disposizione della loro terra”.

T.C

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