PALERMO – “La Reset è appena partita e fa già acqua da tutte le parti: senza l’esenzione iva non si riusciranno a garantire le ore dei dipendenti, con buona pace delle promesse del sindaco, ma in compenso si danno 150 mila euro a un dirigente”. Lo dice il consigliere del Pd, Sandro Leonardi, dopo l’audizione in commissione Bilancio del presidente di Reset Antonio Perniciaro Spatrisano.

“Siamo di fronte a un disastro – dice Leonardi – il Comune attende ancora risposta dall’Agenzia delle Entrate circa il paventato risparmio dell’iva, senza il quale la consortile andrà gambe all’aria. Il sindaco annuncia abbassamenti delle tasse, ma qui rischiamo che nel prossimo bilancio il primo cittadino venga di nuovo a battere cassa in consiglio per la Reset. Ebbene, troverà la porta sbarrata”.

Una vera e propria spada di Damocle quindi, che oscilla sulle teste dei responsabili da diversi mesi, precisamente da gennaio scorso, quando il consigliere di Forza Italia, Angelo Figuccia, fece notare le prime incongruenze circa il numero dei dipendenti assunti e quelli effettivamente resi operosi – 200 neo assunti, destinati al settore Verde del Comune ma inattivi – senza contare altri 600 lavoratori ex-Gesip che, all’epoca, non ricevevano lo stipendio dal mese di novembre.

Ultimamente poi, la situazione è ulteriormente degenerata: risale infatti alla settimana scorsa, il sit-in di protesta di alcuni lavoratori Pfe, -società esterna che ha deciso di affidare il servizio di pulizia alla Reset- davanti alla sede della società in via Volturno, inferociti per aver ricevuto la lettera di licenziamento da parte della Pfe, in cui si leggeva, sostanzialmente, che allo scadere dell’appalto siglato dall’amministrazione comunale con la società il 15 di aprile -cioè oggi- dall’indomani sarebbe stato tutto nelle mani della Reset. Insomma, tanti saluti e grazie.

Teresa Fabiola Calabria

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