PALERMO – Tutti lo ricordano come l’artefice dell’ “en plein” che permise a Forza Italia  di conquistare tutti e 61 i seggi alle elezioni politiche del 2001. Lui, Gianfranco Miccichè, oggi parla delle sue impressioni sul governo Crocetta. E non risparmia nessuno.

  • Il governo Crocetta è a metà mandato, qual è il suo giudizio?

    – “Io non mi occupo moltissimo di politica, ma sento la gente per la strada: c’è chi è convinto che sia colpa mia se attualmente c’è Crocetta e mi vogliono dar legnate, e ci sono quelli che sanno che non è così che mi pregano di fare il possibile per mandarlo via. Credo che il governo Crocetta sia un vero disastro, perchè con questa “scusa” dell’antimafia che poi non esiste, è assolutamente fasulla e finta, oggi è stato nominato, in consiglio nel San Raffaele di Cefalù, guarda caso, uno di Gela che nessuno sa chi sia e che sarà un altro crocettiano di quelli scarsissimi, come tutti quelli di cui il governatore si è circondato finora, non ce n’è uno che sia bravo”.

  • Quali sono i limiti e i pregi di due anni di governo Crocetta?
    – “Ci sono solo limiti. C’è la paralisi totale degli appalti come mai prima d’ora, non è partito un bando, le imprese sono tutte fallite, in ogni posto da occupare ci sono solo amici di Crocetta. Non riesco a capire quale sia la sua motivazione: se lo fa perchè odia la Sicilia, o per un altro motivo, non lo so, non lo riesco a capire. Una cosa simile era impossibile da immaginare, non l’aveva mai fatto nessuno prima di lui”.
  • La sua candidatura, spaccando il fronte del centrodestra, agevolò di fatto l’elezione di Rosario Crocetta. A distanza di tempo, ne è valsa la pena? Rifarebbe la stessa scelta?
    – “E’ vero, e chi conosce bene la storia sa che è così. Io, all’epoca dei fatti, ho deciso di compiere un passo indietro, avrei voluto continuare a lavorare insieme a Musumeci, ma sia Angelino Alfano che Giuseppe Castiglione non ci hanno voluto. Che avremmo dovuto fare, suicidarci? Io mi sono sacrificato candidandomi perchè non volevo morire politicamente. Ma dopo il mio passo indietro, chiedendo di restare dietro Musumeci, restando comunque all’interno di questa compagine, sia Alfano che Castiglione, faccio nomi e cognomi, uno attualmente ministro dell’Interno, l’altro sottosegretario a non so cosa, i quali credo siano i due peggiori politici che la Sicilia abbia mai conosciuto, sono stati capaci di far perdere il candidato che a loro andava bene. Lei mi chiede se rifarei la scelta di fare il passo indietro a favore di Musumeci: assolutamente si, a condizione di trovare persone più capaci e in grado di dire “andiamo tutti insieme”.”
  • Cuffaro in prigione, Lombardo sottotraccia dopo la prima condanna, Forza Italia sfaldata, il Pd al governo ma spaccato da mille rivalità. Si può ancora parlare di politica?

    -“Eh, va beh ma di politica se ne deve parlare sempre, perchè è l’anima della vita associativa. Senza politica non si potrebbe fare nulla. Ci dev’essere sempre e comunque qualcuno che si prenda la responsabilità di amministrare, qualcuno che prenda le scelte necessarie. La politica, vivaddio, deve rimanere sempre. Non c’è dubbio che spesso si sono fatti mille errori, ma non c’è dubbio però che fino ad un periodo storico si è fatto bene, dopo quel periodo storico si è perso tempo e si è perso tutto”.

  • Poi adesso, con la presenza dei Cinquestelle, visti come il simbolo dell’ “anti politica”…

    – “Ma quella appunto è l’anti politica, non è la politica. Votare Cinquestelle ha un senso nel momento in cui si vuole dar un segnale di protesta, per dire “fate tutti schifo e io voto Cinquestelle” ma votarli per farli governare non è possibile”.

  • Cosa succederà dopo l’esperienza Crocetta, quale potrebbe essere il futuro alla Regione Siciliana? Lei tornerà in campo?

    – “C’è una frase siciliana fantastica che dice: “Chiu scuru di menzanotti nun po’ fari” quindi si può solo che migliorare. Quella della mia ridiscesa in campo è una scelta che faranno gli elettori. Io nel momento in cui ci dovessero essere elezioni, deciderò che cosa fare, ma in ogni caso sono gli elettori che scelgono”.

  • Voci di corridoio sostengono che lei stia attualmente sostenendo la candidatura a sindaco di Carini di Eusebio Dalì, che in passato fu suo portavoce, quindi lei, in un certo qual modo, è sempre coinvolto nella politica. Conferma?

     “Per quanto mi riguarda, Eusebio è un mio grandissimo amico, una persona straordinariamente perbene, lo sto appoggiando nel senso che non ci sono mai neanche andato”.

Teresa Fabiola Calabria

Scrivi