PALERMO – I più assidui la conoscono fin dai tempi in cui, nel marzo 2011, curava un blog dal titolo “Piccola pasticceria sperimentale”. Lei, Alessandra Dammone, da allora ne ha fatta parecchia di strada, diventando critico enogastronomico e curando varie recensioni per il prestigioso “Gambero Rosso”, il gotha per quanto riguarda il settore enogastronomico in Italia. L’anno scorso poi ha vinto al Gourmand World Cookbook, col suo libro Sweet_Sicily_copertina“Sweet Sicily. Storie di pupi, amori e canditi. Sugar and spice, and all things nice”.

  • Nel tuo libro “Sweet Sicily” che ti è valso la vittoria nella passata edizione del Gourmand World Cookbook, coniughi la passione per le dolcezze siciliane a delle riflessioni in rima. Sei quindi per la pasticceria artigianale piuttosto che per quella industriale, o possono coesistere?

– “No, assolutamente, sono due cose diverse. Io per lavoro giro per le varie pasticcerie ma soprattutto la pasticceria ce l’ho nel sangue, nei ricordi. Quello che ho voluto raccontare in questo libro non è tanto un prodotto da pasticceria quanto un prodotto che fosse la sintesi di quella che è la mia cultura, perchè in Sicilia un dolce non è mai solo una cosa dolce da mangiare ma è un ricordo, un’emozione, un sentimento, una dichiarazione d’amore. Quindi io sono per la pasticceria della nonna, nel senso di quella sana, anche ad alti livelli”.

  • Come critico enogastronomico ma soprattutto come mamma, come vedi il fenomeno legato a trasmissioni come “Masterchef” che coinvolgono anche dei bambini con la versione “Junior”?

-“E’ un fenomeno duplice, nel senso che io come madre di un bambina di sei anni, penso che basta una attenzione per quella che è la competizione, piuttosto che le luci e le telecamere che sicuramente non mi piacciono. Da un altro punto di vista, seppure con dei limiti della trasmissione televisiva, credo che passi un messaggio di attenzione verso ciò che mangiamo, nel senso che una merendina, piuttosto che comprarla la possiamo fare noi in casa e probabilmente anzi, sicuramente è un prodotto più sano”.

  • Che ne pensi della questione sollevata ieri dal ministro francese all’Ecologia, Ségolène Royal, sull’olio di palma contenuto nella Nutella, è davvero così dannoso?

-“Si tratta di un caso limite, nel senso che demonizzare la Ferrero è sicuramente eccessivo, però l’attenzione a quello che mangiamo noi e soprattutto, i nostri figli, è assolutamente doverosa, perchè è il modo in cui gli insegniamo oggi ad essere persone sane domani.”

  • Tra le varie realtà da te viste durante la preparazione di “Sweet Sicily”, ce n’è una che ti è rimasta nel cuore?

-“Io ho girato praticamente tutta la Sicilia, con alcune zone che conoscevo già molto bene e altre che invece ho scoperto, e ho trovato delle incredibili realtà artigianali veramente di qualità, dove l’attenzione per la materia prima, l’intero processo di produzione fino all’imballaggio della confezione e la spedizione in tutto il mondo è stata veramente tanta. E’ necessario distinguere tra l’artigianale e le piccole realtà. Ci sono realtà che hanno il potenziale per diventare importantissime però a patto di mantenere inalterata l’attenzione per le materie prime di qualità e per un processo di lavorazione artigianale”.

  • Parliamo dell’Alessandra ai fornelli: piatto che ti riesce meglio e quello che ti riesce peggio.

-“Sicuramente ho una buona predisposizione per i dolci, le paste ripiene, la pasta fresca. Quello che mi riesce peggio credo sia la carne, anche perchè non la amo molto. La mangio se debbo, altrimenti la evito volentieri”.

  • Cucina molecolare: pro o contro?

-“La cucina molecolare è un calderone dove si mettono dentro tante cose, quindi è una scelta che non mi piace, però sicuramente in ogni cucina, in pasticceria c’è della chimica, quindi non bisogna demonizzare, ecco “.

  • Prossimo libro all’orizzonte?

-“Per il prossimo libro ci siamo quasi, la data di uscita sarà ad ottobre, sarà il secondo volume della collana “Sweet” e riguarderà il Veneto. Sono due anni che seguo questo progetto che finalmente sto concretizzando, mancano solo il progetto grafico e le foto e poi ci siamo”.

Teresa Fabiola Calabria

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