Nei giorni scorsi c’era movimento in cattedrale a Palermo, ma non di turisti… o almeno non solo. Una giornata tipicamente invernale, il cielo era grigio e ad intervalli piovigginava.

Esternamente una parte della splendida basilica è impacchettata già da un po’ di tempo. Un grande pannello bianco, infatti, sovrasta il prospetto principale, nascondendo i tre archi del loggiato dal quale si entra, e in un angolo in basso, c’è scritto: “questa pubblicità contribuisce al restauro della cattedrale”.

Questo gioiello, indiscussa meraviglia nella quale si sovrappongono diversi stili con una mirabile armonia, ha un necessario e urgente bisogno di essere restaurato, pena la chiusura dello stesso. Purtroppo però curia, amministrazione pubblica e soprintendenza non sono in grado di gestire una così delicata situazione con coerenza e determinazione, e invece di ottimizzare i tempi e portare a termine le soluzioni adottate, si inceppano davanti lo scorrere degli eventi.

Quasi un paio di anni fa hanno pensato di rivolgersi ai privati i quali, in cambio di sponsorizzazioni, avrebbero finanziato i lavori di un patrimonio culturale che è di tutti.

Chissà perché le più grandi città del mondo lo fanno da tempo, cimentandosi anche in operazioni creative e artistiche di grande valore capendone quindi l’importanza; invece a Palermo, sulla questione, si sono scatenate aspre polemiche e inutili diatribe. Infatti dal settembre 2013, da quando è venuto fuori quel grande pannello, a sostenere le attività di ristrutturazione ci hanno provato Fastweb, Audi, Expo, ma i lavori sono andati avanti a intermittenza.

Come dicevo c’era movimento in cattedrale… ma non si trattava dei lavoratori all’opera con le ristrutturazioni, né di un grande afflusso di turisti;  era in corso una protesta che va avanti da tempo, sulla quale personalmente non mi soffermerò. Vogliono far sentire la propria voce e hanno scelto quel posto. Chi per strada, chi in cima alla chiesa, sono riusciti per qualche ora a bloccare le principali arterie urbane e a creare il caos. Permettetemi… l’informazione riguardante questa categoria è un po’ ambigua, sono chiamati “ex Pip” (Piano di Inserimento Professionale) e ho avuto difficoltà nel capire chi siano esattamente queste persone, per questo non voglio scavare a fondo nella questione. Comunque disoccupati, disoccupati come tanti, che però a differenza di tanti, hanno fatto sentire la propria voce in uno dei posti più importanti e simbolici della città, in cui sono conservate le spoglie di quell’uomo che, promotore dell’arte e della scienza, fece del suo regno uno dei più innovativi, con un’amministrazione efficiente, indirizzando l’attenzione sulla cultura e riuscendo ad unire etnie e popoli in un’ incredibile armonia. Un luogo simbolico per la città di Palermo che ha resistito agli scempi della storia e che tutt’ora in silenzio osserva il degrado sociale che stiamo vivendo, che può ospitare non solo turisti, ma anche persone in difficoltà che hanno qualcosa da reclamare, in cui ancora oggi si recano visitatori tedeschi per lasciare fiori al loro Federico II. Bene prezioso da tutelare e che merita assolutamente molte più attenzioni.

Forse dovremmo riflettere tutti quanti, soprattutto noi giovani, da cui dipende il futuro nostro e di tutto quanto ci circonda, far sentire di più la nostra voce… urlare!

Mariasanta Buscemi

 

 

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