di Teresa Fabiola Calabria

PALERMO – Il nuovo film di Sabina Guzzanti, il discusso “La Trattativa”, presentato fuori concorso all’ultimo festival del cinema di Venezia, ha raccolto l’applauso degli studenti palermitani, accorsi a vederlo.
Cosa pensa del fatto che siano stati destinati ben 200.000 euro di finanziamenti pubblici al nuovo film di Belen al contrario del suo che, invece, non ha ricevuto nemmeno un centesimo?
“Credo che scandalizzarsi per questo sia pretestuoso, perché se si va a leggere bene la lista dei film che beneficiano dei finanziamenti pubblici per la cultura, scopriamo che i film in lista non presentano nulla di culturale ma che, anzi, le ragioni per cui vengono assegnati i finanziamenti sono ben più misere. Non mi sembra neanche giusto prendersela con Belen che è un’attrice e fa il suo lavoro. Ci sono insomma cose ben più scandalose di Belen, secondo me”.
Da dove nasce l’idea di fare un film sulla trattativa Stato-mafia?
“Dal fatto che l’Italia, da quegli anni, è diventato un altro Paese, in cui si vive molto male. Quindi l’idea nasce dalla ricerca delle ragioni per cui l’Italia si è ridotta così”.

10477907_10200250192772916_8097242419658778788_nC’è chi sostiene che la trattativa sia stata fatta per cercare di fermare le stragi ma, se osserviamo la situazione attuale, chi sta indagando sulla trattativa, in particolare il pm Di Matteo e il pg Scarpinato, rischiano di fare la stessa brutta fine che fecero Falcone e Borsellino. Ma allora, questo “patto” è ancora valido o no?
“No, ma “La Trattativa” non parla di questo. Queste sono le tesi sostenute da Fiandaca e Mori e da chi vuole sminuire la questione della trattativa Stato-mafia. Più che per fermare le stragi, la trattativa è stata fatta per fermare la democrazia, destabilizzandola”.  Michele Napoli, dell’associazione studentesca Contraria-mente, organizzatrice, insieme alle Agende rosse di Palermo,  e promotrice dell’evento, dice che: “Noi ci occupiamo di mafia dal 2004 e abbiamo inserito nel nostro statuto proprio la lotta alla mafia. Abbiamo inoltre deciso di costituirci parte attiva nel comitato cittadino “Scorta Civica” che è appunto quel comitato a difesa del procuratore Di Matteo e di tutti quelli che indagano sulla trattativa avvenuta tra Stato e mafia. Noi abbiamo deciso di promuovere questo film perché ci è sembrato quantomeno allucinante che questo film che ha sicuramente un grande valore culturale, sia stato tolto dalla sale cinematografiche dopo appena due settimane di proiezione, per motivi penso economici perché, non essendo il solito blockbuster che ti fa fare sold out tutte le sere, ecco che hanno deciso di toglierlo. Ma siccome noi crediamo che la cultura sia più importante dei soldi, ecco che abbiamo deciso di portarlo, gratuitamente, tra gli studenti di Giurisprudenza e fra tutti quelli interessati a vedere questo film così importante per la storia del nostro Paese.”

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