PALERMO – Il presidente di Amap Maria Prestigiacomo, ha inviato una lettera all’Ato1 di Palermo, al presidente della Regione, Rosario Crocetta, all’assessore regionale ai Rifiuti, Vania Contraffatto e al Prefetto di Palermo, Francesca Cannizzo, -oltre ad altri- in merito al pericolo di disastri ambientali e interruzioni di pubblico servizio. Tralasciando alcuni passaggi di poco interesse per il lettore, ecco i più significativi:

L’Amap è’ pronta ad accettare l’affidamento della gestione del servizio idrico integrato in conformità a specifico rapporto contrattuale con ATO 1 Palermo […] sino alla completa attivazione di quanto previsto dall’articolo 418 c.d. decreto Sblocca Italia, in via provvisoria ed emergenziale” affermando inoltre che “L’Amap è disponibile a tale gestione provvisoria ed emergenziale curando la rendicontazione delle somme ricevute senza imputazione e senza recupero in riferimento alla tariffa, e ciò in considerazione della natura emergenziale  della provvisoria gestione del servizio“. Tutto questo a condizione che “L’Ato1 Palermo dovrà garantire la consegna degli impianti, delle reti e dei depuratori facendone constatare, in contraddittorio con Amap, lo stato di consistenza degli stessi e il loro stato di funzionamento.” A quel punto “L’Amap, cosi come concordato con il comune di Palermo, successivamente, porrà in essere il piano di uscita dall’emergenza attraverso l’ingresso dei comuni consenzienti nel capitale sociale della stessa azienda, nel già indicato limite massimo del 30%.

Tutto risolto, quindi? Nemmeno per idea, anzi a sentire Angelo Figuccia (consigliere comunale FI): “Se non si troverà subito una soluzione alla vertenza Aps, c’è il serio rischio che in molti dei comuni della nostra provincia tornino i silos per la distribuzione dell’acqua. Dopo il fallimento dell’Aps, -prosegue Figuccia- che gestiva la distribuzione dell’acqua in molti comuni palermitani, i cittadini assistono da troppo tempo a questo rimpallo di responsabilità tra la Regione, l’Amap ed il comune di Palermo. In mezzo, c’è il destino di 202 lavoratori, con le rispettive famiglie, che da mesi assicurano un servizio indispensabile come quello della fornitura idrica senza percepire stipendio, e di migliaia di abitanti dei 42 comuni della provincia che, con l’avvicinarsi dell’estate, corrono il serio rischio di restare senz’acqua. Se non si trova subito una soluzione, quindi, non è escluso che molte piazze dei nostri paesi tornino ad essere “decorate” con i silos, le famigerate cisterne d’acciaio che, non molti anni fa campeggiavano agli angoli delle strade palermitane e dove si creavano lunghissime file con i cittadini alle prese con recipienti e bidoni. E non vorremmo che si tornasse a 20-30 anni fa, quando l’emergenza idrica era in pieno boom e in tutti i palazzi sorsero come funghi le cisterne d’eternit, creando ulteriori rischi per la salute pubblica. E’ indispensabile, quindi, che la Regione da un lato e il Comune e l’Amap dall’altro, intervengano immediatamente per scongiurare il rischio che migliaia di famiglie possano ritrovarsi senza l’acqua in casa: Crocetta ed Orlando, con i rispettivi assessori, la smettano di litigare e chiedano al governo nazionale le risorse necessarie per assicurare a tutti il diritto ad avere acqua potabile nella propria abitazione”.

Solo il tempo dirà se la situazione andrà a buon fine. Nel frattempo, non resta che tenersi pronti, magari con i bidoncini accanto.

Teresa Fabiola Calabria

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