PALERMO – Che la situazione economica attuale non fosse tra le più rosee lo si sospettava da un po’ di tempo. Adesso l’Istat ce ne dà la conferma con gli ultimi dati in materia di consumi -di cui si attende la conferma ufficiale il 20 di questo mese-. Stando ai dati relativi a Palermo, l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale (NIC) nel mese di gennaio ha fatto registrare una variazione rispetto al mese precedente pari a -0,6% (a dicembre era -0,1%). Rispetto a gennaio 2014 si è invece registrata una variazione rispetto allo stesso mese dell’anno precedente pari a -0,1% (mentre a dicembre era stato di +0,5%). Per quanto riguarda i dati relativi ai beni energetici e al consumo di alimentari freschi, la situazione attuale fa registrare a gennaio un +0,5%. Se invece guardiamo ai soli beni energetici, l’indice dei prezzi ha fatto registrare un +0,6% (dato in diminuzione rispetto al valore registrato a dicembre pari a +0,8%). Male i consumi relativi ai beni, che toccano il -0,9% (anche se a dicembre era -0,4% ma sempre di dati in negativo si tratta); l’indice relativo ai servizi ha fatto registrare un +1,2%, dato in diminuzione rispetto al +1,7% registrato a dicembre. L’indice dei prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza ha fatto registrare, rispetto all’anno precedente, una variazione pari a -0,8%, evidenziando una situazione di economia in stagnazione. Dello stesso avviso Lillo_Vizzini_Federconsumatori_paLillo Vizzini, presidente di Federconsumatori Palermo, che in merito ai dati Istat, dichiara: “Attualmente stiamo vivendo una vera e propria stagnazione dei consumi, le cui cause sono da ricercarsi nelle scelte di governo che non hanno assolutamente mosso né incentivato i cittadini in tal senso, oltre al fatto che le famiglie sono in agonia. Ma ciò non riguarda solo le famiglie monoreddito, ma anche il ceto medio in generale. Basta farsi un giro negli ipermercati e nei discount: mentre fino a qualche anno addietro noi vedevamo le famiglie di operai monoreddito far la spesa negli iper e nei discount, adesso vediamo anche le famiglie che fanno parte del cosiddetto ceto medio, costrette a fare la spesa nei discount. Da ciò ne consegue che le famiglie, costrette a fare una scelta, vanno a preferire il risparmio alla qualità.” E qui altro che bacchetta magica: la soluzione, nella sua semplicità, è disarmante: “E’ necessaria una politica del lavoro che faccia circolare reddito, stimolando così il sistema dei consumi. Se andiamo a osservare i dati relativi al tasso d’inflazione del dicembre scorso, vediamo che era quasi a zero, evidenziando la stagnazione dei prezzi. Quindi questo è il momento ideale a mio giudizio, per incentivare i consumi, perché se i prodotti non aumentano di prezzo, stimolando di poco la redditività delle famiglie, si possono incentivare i consumi.” mario_attinasiMauro Attinasi, presidente di Confesercenti Palermo, a tal proposito afferma: “Il peso fiscale a carico delle imprese e delle famiglie, non ha lasciato ai consumatori la possibilità di muovere l’economia, anche a causa degli attuali livelli di disoccupazione che non si erano mai conosciuti. L’attuale speranza è quella che il governo Renzi crei delle misure atte a stimolare l’occupazione, oltre al Jobs Act che, è qualcosa ma non basta, in modo che si possa di conseguenza aumentare la produttività, il tasso di occupazione e forse, finalmente, fare qualcosa in termini di consumi e di economia reale”

di Teresa Fabiola Calabria

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