PALERMO – E’ stato sentito ieri dal gip l’ex presidente di RFI Dario Lo Bosco in merito alle presunte tangenti che avrebbe intascato dall’imprenditore agrigentino Massimo Campione che, al momento dell’arresto, portava con sé un libro mastro su cui erano annotati nomi con accanto cifre allo scopo di rendicontare le mazzette elargite.

Lo Bosco, nel corso dell’interrogatorio durato all’incirca un’ora e mezza, cui hanno preso parte anche i Pm che hanno coordinato l’inchiesta, ha negato sia di aver preso soldi da Campione, sia la mera conoscenza dell’imprenditore medesimo. Lo Bosco ha altresì affermato di non conoscere i due dirigenti della Forestale arrestati nella stessa indagine, contrariamente a quanto affermato da Campione, che ha invece ammesso sia la conoscenza dei tre funzionari pubblici che le mazzette elargite.

“Il mio cliente ha dato una spiegazione esaustiva di tutti i fatti che gli sono stati contestati – ha detto l’avvocato di Lo Bosco, Bartolomeo Romano – Tanto che al termine dell’interrogatorio ed anche alla luce delle dimissioni da Rfi, che eliminano il rischio tutto teorico di una reiterazione del reato, abbiamo chiesto l’immediata revoca dei domiciliari”.

Restano ancora da sentire i due dirigenti della Forestale arrestati, Salvatore Marranca e Giuseppe Quattrocchi.

Teresa Fabiola Calabria

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