PALERMO – Torna a farsi sentire la questione spinosa delle Ipab siciliane, i cui dipendenti – ben 32 famiglie – avevano fatto sentire le loro vibranti proteste a inizio mese, per ribadire l’urgenza dell’erogazione dei loro stipendi, mancanti da più di otto mesi.

Adesso il Movimento Cinque stelle, nella persona di Angela Foti, deputata Ars, ha fatto sua un’interpellanza parlamentare per chiedere al governo regionale di attivare la fusione delle Opere Pie “Collegio Santonoceto e Conservatori Riuniti”, “Fondazione Can. Pasquale Pennisi Alessi” con l’Oasi Cristo re” di Acireale. La speranza è quella di ottimizzare le risorse, sperando di poter pagare almeno una parte di stipendi.

Queste le parole della deputata: “Da una parte l’Ipab Oasi Cristo Re, “il fratello povero”, unica Opera Pia a svolgere attività socio-assistenziale nel territorio di Acireale e che da più di 18 mesi non riesce nemmeno a far fronte agli stipendi dei dipendenti; dall’altra ci sono “i fratelli che se la passano meglio”, sono le Ipab che, invece, non svolgono nessuna attività socio-assistenziale e si limitano ad amministrare dei, talvolta ingentissimi, patrimoni immobiliari che vengono per lo più affittati generando notevoli profitti, permettendo alle stesse Istituzioni di chiudere i bilanci in attivo. Proponiamo di riunire i patrimoni delle tre Opere Pie –continua la deputata Foti –  così da utilizzare i proventi generati dall’affitto dei patrimoni immobiliari anche per la copertura dei costi di esercizio delle attività svolte dall’Ipab Oasi Cristo Re”. In chiusura, la parlamentare M5S si rivolge al governo e all’Assemblea regionale siciliana chiedendo l’approvazione di un emendamento che ripristina in parte il contributo regionale azzerato nel 2015 previsto dalla legge regionale del 26 luglio 1982 n. 71, “sarebbe una vera boccata d’ossigeno per le strutture attive”.

Non resta dunque che aspettare sperando che, per una volta, le lungaggini burocratiche vengano messe da parte e vengano riconosciuti i diritti e il giusto salario a chi mette passione nel proprio lavoro, senza ricevere però nulla in cambio.

Teresa Fabiola Calabria

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