di Teresa Fabiola Calabria

PALERMO – Una truffa di dimensioni così vaste non l’avrebbero architettata nemmeno Totò e Peppino ne “la banda degli onesti”: ben dodici persone sono state infatti arrestate dai Carabinieri di Palermo con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla falsificazione, introduzione nello Stato e spendita di monete false. Le manette sono scattate in seguito alle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Dino Petralia e dal pm Geri Ferrara, che hanno interessato i territori di Salerno, Cosenza, Napoli e Palermo, luogo del blitz che ha permesso il ritrovamento degli euro falsi, ritrovati sotto forma di monete metalliche di altissima qualità, da uno e due euro, che risulterebbero importate dalla Cina e che sono state trovate all’interno di un container che aveva al suo interno 306 mila monete, per un valore di 556 mila euro. Si tratta del più imponente ritrovamento di monete false dall’introduzione della moneta unica, la cui perfezione ricorderà sicuramente ad alcuni la vicenda del noto falsario Paolo Ciulla, originario di Caltagirone, balzato agli onori della cronaca del tempo -parliamo del 1922- per essere riuscito nell’impresa di realizzare banconote da cinquecento lire così perfettamente stampate da essere state riconosciute, dagli stessi uomini della Zecca, migliori degli originali.

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