PALERMO – Un nuovo capitolo si aggiunge alla saga dedicata a Monte Pellegrino e ai suoi crolli. Il comune di Palermo infatti fa sapere, tramite una nota diramata in queste ore, che a breve partirà un progetto di messa in sicurezza di Monte Pellegrino, le cui pareti rocciose sono state recentemente soggette a crolli anche di notevole entità -ricordiamo ad esempio il tragico evento franoso che nel novembre scorso costò la vita ad una anziana signora morta nella sua abitazione all’Addaura, qui l’articolo  -. Il progetto, la cui attuazione è stata affidata all’impresa di Belpasso (CT) No Limits Consolidamenti s.r.l. prevede la realizzazione di una duplice cortina di barriere passive ad elevata resistenza, per un importo di 193.540,00 euro, fondi che fa sapere Palazzo delle Aquile, rientrano tra le risorse già disponibili all’interno del bilancio comunale. 

Tutto parte dalla delibera emanata il 29 dicembre scorso su richiesta dell’assessore alla Riqualificazione Urbana e Infrastrutture, Emilio Arcuri, in cui, sempre stando alla nota diramata dal comune “è stato approvato dalla Giunta Comunale il progetto per l’accordo quadro per i lavori di manutenzione degli interventi di salvaguardia di pareti rocciose esistenti. Si tratta di complessivi 500.000,00 euro sempre del bilancio Comunale di fonte propria”. Insomma stando a queste parole, i cittadini non dovrebbero temere ulteriori balzelli. Purtroppo il condizionale è d’obbligo. Infatti ci sarebbero ulteriori progetti per la messa in sicurezza di cui il comune non disporrebbe della necessaria copertura. Dichiara infatti il sindaco Leoluca Orlando: “Sulla sicurezza nelle aree a rischio geomorfologico il Comune di Palermo ha avviato un concreto programma di interventi, con risorse proprie e con fondi statali, per ulteriori 40 milioni di euro, per i quali disponiamo delle progettazioni, ma non delle risorse; sono stati inseriti nella proposta di Patto per il Sud per l’area metropolitana di Palermo, che giovedì 7 discuterò a Roma con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti”.  

Sono previste inoltre misure di messa in sicurezza per le aree residenziali che vanno dall’Addaura a Vergine Maria, incluso il cimitero dei Rotoli, la cui messa in sicurezza consentirà, stando alle prime stime, la riapertura della parte alta entro il mese di aprile prossimo. Il comune fa sapere che “sono invece, appena iniziati i lavori di mitigazione del rischio nelle pareti sovrastanti capo Gallo e l’abitato di Boccadifalco. In questo caso le risorse economiche sono frutto di un finanziamento del Ministero dell’Ambiente”.

Non è purtroppo la prima volta che si pensa a piani d’emergenza per contenere le frane, le cui ipotesi in merito alle cause si perdono nella notte dei tempi, più misteriose della ricetta segreta della Coca Cola. Una volta si da la colpa ai cinghiali, poi invece si scopre che la colpa è della progressiva deforestazione. Fatto sta che non si riesce ad impedire che il monte crolli, un pezzetto dopo l’altro.

Teresa Fabiola Calabria

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