PALERMO  – Il critico d’arte Vittorio Sgarbi il prossimo mercoledì 2 luglio 2014 presenterà a Palermo “Porto Franco. Gli artisti sdoganati da Sgarbi”  un corposo volume che raccoglie le opere (con relativo corredo critico) degli artisti scelti dal critico d’arte tra i circa 1000 che hanno partecipato all’edizione 2013 della Biennale Internazionale d’Arte di Palermo.
La presentazione si terrà a Villa Castelnuovo (viale del Fante, 66 – Palermo) saranno presenti, oltre a Vittorio Sgarbi, il Capo di Gabinetto dell’assessore ai Beni culturali e dell’Identità siciliana della Regione Siciliana, Antonino Grasso, del Prof. Paolo Calabrese, Direttore Nazionale Dipartimento forze dell’ordine dei diritti umani FICLU – UNESCO, l’editore Sandro Serradifalco, il Consulente editoriale Serena Carlino, il Consulente artistico Francesco Russo e Marcello Tricoli.
Oltre al volume s’inaugura anche la mostra degli artisti recensiti da Sgarbi, che resterà aperta fino al 5 luglio e sarà visitabile dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 14 alle 18 con ingresso gratuito.
«La varietà e la quantità di esperienze, l’ansia di ricercare e sperimentare, la convinzione di avere individuato linguaggi nuovi – osserva Sgarbi nell’introduzione al volume – hanno moltiplicato fino al parossismo le esperienze e le proposte artistiche. Il critico è stretto tra l’onestà di registrare ciò che appare e si manifesta, e l’impossibilità di conoscere le infinite variazioni della creatività contemporanea.
La creatività appare sempre più spontanea e incontrollabile che nessuno ha titolo per stabilire. Dunque, tra ambizioni, necessità di mercato, spirito di provocazione, la quantità di conoscenze  e il processo critico s’intrecciano con un ampio margine di discrezionalità e di arbitrarietà.
Io, più di altri critici in Italia, mi sono spinto ad applicare un metodo che in Francia ha una lunga tradizione nei Salons des Refusés, nei quali fu possibile riconoscere, in tempi meno difficili e meno «affollati», artisti come Manet e Gauguin. Così ho pensato di aprire la Biennale di Venezia a molti più artisti di quelli che corrispondevano  a un mio gusto o a un mio pregiudizio. E ora, a margine di esperienze come la Biennale di Palermo e la Biennale della Creatività… ho preso visione di migliaia di proposte, ben sapendo che altrettante e più non si rivelano o hanno altri, diversi canali. Intanto, dunque, prendiamo atto di questa realtà, come una costellazione in un firmamento in continua espansione».

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