Di Pina Mazzaglia

C’è uno spazio che rappresenta più di ogni altro i punti di unione e di divisione tra le diverse civiltà del globo, uno spazio che continua ad essere la più grande area di incontro per il commercio e il mercato internazionale: è la Sicilia e il suo Mar Mediterraneo, un mare che unisce e divide, luogo di incontro per tantissime culture, popoli e storie. Ospitata nelle Sale del Duca di Montalto, con ingresso da Piazza Indipendenza, la mostra “Ibleide, terra e luce”, “Isola di purezza di intenti”, celebra questa terra, simbolo dell’integrazione tra le diverse culture del mediterraneo, tra diverse culture occidentali e medio-orientali che si sono succedute lasciando ai loro predecessori uno spazio florido, ricco di cultura e di saperi. L’evento pittorico a Palermo, a Palazzo Reale, promosso dalla Fondazione Federico II, che resterà aperta sino al 14 febbraio 2016, presenta il colloquio intenso tra i mondi creativi di un gruppo di artisti, che con l’appellativo di Gruppo di Scicli, in una distillata selezione di oli, di pastelli e di sculture, hanno dato vita da alcuni anni a questa parte a un raffinato e stilato filone artistico. Sonia Alvarez, Carmelo Candiano, Giuseppe Colombo, Piero Guccione, Franco Polizzi, Giuseppe Puglisi, Franco Sarnari e Piero Zuccaro i rappresentanti che per traiettorie e motivi diversi cominciano a frequentarsi con assiduità, motivati da comuni interessi per la pittura e la scultura e, nello stesso tempo, disponibili a partecipare ai processi di animazione culturale scatenanti da nuovi interessi per la paesistica e le sue tante vibrazioni.gruppo di scicli L’evento è un modo più unico che raro di fare apprezzare ancora di più la dimensione artistica di questo Gruppo che non ha bisogno di presentazione e che, adesso, ha modo di mettere in vetrina, com’è giusto che sia, la propria arte affinché diventi occasione di collegamento tra i territori e tra chi ha la sensibilità di emozionarsi dinanzi alle loro opere. Insieme ai critici d’arte Francesco Gallo Mazzeo, Aldo Gerbino, Elisa Mandarà (che è anche curatrice della mostra) ed allo storico dell’arte Sergio Troisi, gli artisti hanno avuto modo di ripercorrere i 35 anni di vita del Gruppo di Scicli. I soggetti spaziano dai paesaggi reinterpretati da Polizzi alle suggestioni del mare rappresentate da Guccione, e di altri artisti che hanno condiviso, come evidenziato, un trentennio di amicizie ed esperienze artistico-culturali. Piero Guccione e Franco Sarnari si incontrano e si frequentano fin dalla metà degli anni Cinquanta. Si ritroveranno a Scicli nel 1971. Franco Sarnari si stabilisce nella campagna iblea. Piero Guccione, nel corso degli anni Settanta, pur abitando a Roma, si ferma a dipingere per molti mesi, dalla tarda primavera fino all’autunno inoltrato nella sua casa di Punta Corvo, davanti al Mar Mediterraneo. Alla fine degli anni settanta decide di stabilirsi in Contrada Quartarella tra Modica e Scicli con Sonia Alvarez, marsigliese, conosciuta a Parigi nel 1976, sua compagna. Una decisione coraggiosa quella di abbandonare i centri metropolitani dove l’effervescenza culturale e artistica era di gran lunga superiore e dove i riconoscimenti erano stati notevoli e significativi. La Sicilia diventa musa ispiratrice del Gruppo, perno e leva, l’ubi consistam di una ricerca artistica: finalità storica, radicamento, emozione e forza, linfa e humus del Gruppo.

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