Katya Maugeri

La memoria diventa un percorso da intraprendere per informare, ripercorrendo le radici di una realtà intrisa di orrore, quella mafiosa, protagonista di un progetto ambizioso: nasce a Palazzo Gulì a Palermo, “No mafia memorial”: un laboratorio memoriale della lotta alla mafia, istituito dal Comune su un progetto del Centro siciliano di documentazione Giuseppe Impastato, con partner Rai e Banca Etica.

Il progetto è stato presentato ieri all’Auditorium Rai di Palermo. All’incontro erano presenti il sindaco Leoluca Orlando, il presidente del Centro Impastato Umberto Santino, i rappresentanti dei due partner del Memoriale, per la Rai Vincenzo Morgante e Salvatore Cusumano, per Banca Popolare Etica Claudia Ciccia.

no-mafia-b«La creazione di questo spazio è parte di un più ampio percorso, fatto in sinergia con tutti coloro che si sono sempre impegnati nella lotta alla mafia, attraverso iniziative concrete, ma anche attraverso la raccolta di materiali, documentazione e carteggi», ha sottolineato il sindaco Orlando.

All’interno del palazzo saranno adibite al progetto due sale: una didattica e storica e l’altra espositiva avvalendosi delle tecnologie multimediali, un luogo in cui associazioni, liberi cittadini, giovani, scuole, e imprese possano confrontarsi per elaborare e sviluppare riflessioni, costruendo, proprio dal passato, una basse solida che possa garantire un senso civico e alimentare nei cittadini la necessità di arricchire le proprie conoscenze in merito.
Nelle altre stanze ci si potrà dedicare allo studio individuale o alla ricerca di gruppo, con il supporto del materiale didattico: archivi, cineteca,  biblioteca, emeroteca.

Il No mafia memorial, che verrà inaugurato – probabilmente – nella primavera del 2017, ha lo scopo di raccontare e far rivivere la storia della mafia partendo dalle sue origini, fino ad arrivare ai giorni nostri: conoscerla, analizzarla, offrendo così una prospettiva reale dalla quale guardare con maggiore preparazione.
«Vogliamo costruire qualcosa che sia a Palermo, ma che vada anche oltre Palermo, ha dichiarato Umberto Santino . Un progetto costruttivo e di ricerca, che si avvale del contributo di tanti studiosi e collaboratori e che promuova il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei cittadini».

Si tratta di un progetto che non mette in luce solo un tragico passato segnato da stragi e omicidi, ma un nuovo percorso capace di donare ai giovani, e non solo, i mezzi per creare un futuro migliore.

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