PALERMO – L’intervista che ieri il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha rilasciato al Giornale di Sicilia circa il boom dei turisti nel capoluogo siciliano, ha indispettito non poco Filippo Occhipinti (consigliere comunale ex Idv recentemente passato al gruppo misto) il quale oggi, in una nota da lui diramata, fa sapere: “Il nostro sindaco non è più in sintonia con i problemi della città. Le continue assenze da Palermo e altri obiettivi politici lo distraggono dai veri problemi dei palermitani”.

“I turisti vengono perché favorevoli congiunture economiche, euro, prezzo del petrolio in calo e instabilità nei Paesi mediterranei vicini, come Tunisia e Egitto, rendono più appetibile e in alcuni casi necessario inserire Palermo tra le mete turistiche. Ma nulla è stato fatto per rendere più appetibile o attraente Palermo. Dopo tre anni e mezzo la situazione è ai limiti della decenza: la città è sporca e i servizi dei trasporti un disastro. Basta con questo mosaico di disservizi.”

“Affermare che le società partecipate sono tutte in utile è solo un modo per raccontare una piacevole bugia – spiega il consigliere – il sindaco dovrebbe sapere benissimo che oggi i conti delle aziende viaggiano in rosso e a anche per svariati milioni di euro. Il piano industriale dell’Amat è solo l’anticamera del fallimento, non si può pensare di incassare 120 euro da 250.000 auto per le Ztl: servono garanzie per i lavoratori e soprattutto una seria ristrutturazione dei servizi comuni a tutte le partecipate. E’ una favola affermare che si è salvato il bilancio dal fallimento. Il bilancio del Comune  era in equilibrio anche nel 2012, grazie al sapiente,abile e competente dirigente Paolo Basile, non certo per il Cammarata e i relativi collaboratori e amici di partito. Basile facendo il suo onesto lavoro ha sempre salvaguardato gli equilibri di bilancio, altrimenti il Comune avrebbe dichiarato il default già allora. Tutti sanno benissimo che il problema di Palermo erano e restano le partecipate”.

“Rap rende pessimi servizi, ma questo non è colpa dei dipendenti o dei sindacati. Qualcuno ha sbagliato i conti del piano degli investimenti – conclude Occhipinti – il sindaco non ci racconti più che abbiamo il miglior bilancio da Roma in giù: nessun comune ha beneficiato di un regalo così grande come il fallimento Amia  e nessun comune ha aumentato in modo così alto la tassa dei rifiuti come Palermo. Ora non è più tempo di favole e di sogni, i palermitani non cercano il pelo nell’uovo: vorrebbero soltanto la città pulita, trasporti adeguati e servizi decenti”.

Chissà adesso quale sarà la replica del primo cittadino, se mai ve ne sarà una.

Teresa Fabiola Calabria

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