PALERMO – Camminare in centro città senza dover fare lo slalom tra le varie bancarelle di borse, braccialetti e simili. Questo è ciò che hanno chiesto in massa i palermitani, con fiumi di lettere di protesta inviate al sindaco, proteste a cui si sono accodati anche i commercianti, davanti alle cui attività spesso e volentieri, stazionavano le bancarelle ambulanti, col risultato di allontanare la clientela.

Per questo il Comune di Palermo ha emesso un’ordinanza che proibisce agli ambulanti la vendita della loro mercanzia nelle zone del centro città. Ma non è tutto oro ciò che luccica. Se da un versante infatti, vengono puniti i mercanti abusivi, contemporaneamente l’ordinanza colpisce anche i venditori ambulanti che pagano regolarmente per poter esercitare la loro attività.

Subito si sono levati unanimi cori di protesta infatti, da parte dei commercianti regolari, che da adesso dovranno adeguarsi, obtorto collo, al regolamento che stabilisce la permanenza delle bancarelle al massimo di un’ora, -scaduta la quale ci si dovrà spostare di almeno 500 mt- niente merce per terra, nessun intralcio al traffico.

Il presidente della commissione Attività Produttive del Comune di Palermo, Paolo Caracausi (Idv), ha partecipato ieri a una riunione organizzata dalla Consulta delle Culture per affrontare le limitazioni al commercio su aree pubbliche in seguito all’ordinanza del sindaco. All’incontro, oltre che ai componenti della Consulta, erano presenti il vicesindaco Emilio Arcuri, il vicecomandante della Polizia Municipale Luigi Galatioto e una nutrita rappresentanza di ambulanti che hanno lamentato i limiti e le difficoltà dell’ordinanza, peraltro sconosciuta alla maggior parte di loro.

paolo caracausi consigliere idv“A gran voce è stata chiesta la revoca o sospensione dell’ordinanza in attesa di una modifica che possa individuare nuove aree e la possibilità di operare almeno nelle ore serali anche nelle vie al momento vietate – dice Caracausi – da parte di tutti è stato ribadito che è giusto che si salvaguardino i commercianti, ma anche gli ambulanti hanno il diritto al lavoro. Questa amministrazione ha fatto solo annunci sulla Carta di Palermo e sull’abolizione del permesso di soggiorno, salvo poi punire i venditori ambulanti. Da anni si chiede di riattivare i vespasiani siti in città con proposte pervenute all’amministrazione da parte dei privati, ma ad oggi nulla è stato fatto e l’assessorato al Patrimonio li tiene chiusi malgrado l’impegno che sarebbero stati riaperti appena definita la vicenda Gesip. Il presidente della Consulta ha riferito di avere contestato il sindaco domenica, appena saputo dell’ordinanza, e ha chiesto una soluzione immediata anche in previsione del Ramadan. Arcuri, a conclusione dei lavori, ha dichiarato che questa ordinanza non è contro gli ambulanti extracomunitari e che una città deve avere regole e che queste devono essere rispettati da tutti”.

“Bisogna individuare un’area per il mercato etnico e nuove aree oltre a quelle previste nell’ordinanza – conclude Caracausi – bisogna rispettare l’ordinanza del 2013, sospendendo la nuova”.

Nel Vangelo di Luca si legge che Gesù disse: “Chiedete e vi sarà dato”. Forse stavolta si è preso il significato un po’ troppo alla lettera. 

Teresa Fabiola Calabria

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