PALERMO – “C’è un grande prato verde” a Palermo, dove non nascono speranze, anzi non nasce proprio niente: si tratta del Parco “Ninni Cassarà” di viale delle Scienze, inaugurato il 26 novembre 2011 e sequestrato il 16 aprile dello scorso anno per la presenza di amianto e costato più di 10 milioni di euro.

angelo_bonelli sx_ carmelo sardegna_dxDa allora, stando a quanto affermato da Carmelo Sardegna, coportavoce regionale dei Verdi Sicilia, poco o nulla è stato fatto: “Rispetto allo stato di sequestro parziale dell’area ben poco è stato fatto. La Procura della Repubblica di Palermo ha continuato nelle sue attività di analisi e riscontro dello stato di inquinamento e di potenziale contaminazione del suolo. I consulenti del tribunale di Palermo hanno effettuato una serie di sondaggi, carotizzazioni e prelevamento di campioni del sottosuolo nell’area che è rimasta in sequestro, dimostrando una reale sensibilità da parte dei magistrati di volere svolgere con massima sollecitudine le attività di indagine preventiva. Il Comune di Palermo, invero, dopo avere ricevuto la parziale riconsegna, per oltre la metà del parco, non ha ancora iniziato ad effettuare la rimozione dei frammenti di cemento amianto e dei rifiuti superficiali che sono stati riscontrati in quella parte del Parco urbano Cassarà. A sei mesi dalla riconsegna del Parco -continua Sardegna – non è dato sapere l’inizio delle attività di recupero. Noi leggiamo in questo atteggiamento un’inerzia ed un’insensibilità amministrativa nel non volere tutelare e garantire il diritto alla fruibilità di uno spazio che era vissuto, partecipato, da migliaia e migliaia di cittadini e di bambini che popolano i quartieri limitrofi, molto densamente popolati. Si tratta -conclude- di potere garantire il diritto all’ambiente di una intera comunità.” Diritto che finora le è stato negato.

Come se non bastasse, sembra che recentemente siano stati dati i permessi per la costruzione ed installazione di un nuovo distributore di carburante, distante pochissimi metri dalle abitazioni popolari dove vivono persone con gravi situazioni di handicap e altre patologie legate, guarda caso, proprio alle vie respiratorie.

Intanto, sul sito dei Comune di Palermo, si legge una dichiarazione in merito, datata 2 gennaio 2015, che recita: “E’ stata pubblicata alla fine del 2014 la gara per l’avvio della rimozione dei rifiuti di amianto e della terra contaminata da amianto in una delle aree individuate all’interno del Parco Cassarà. parco_cassarà_sequestroCon questo provvedimento, si avvia il processo di bonifica dell’area, che era stata posta sotto sequestro dalla Procura della Repubblica a seguito del rilevamento di cemento amianto ed altri componenti inquinanti in diversi punti. L’intervento che partirà al termine di questa gara certamente entro la primavera, riguarda circa 60 micro-aree nelle quali sono stati individuati rifiuti di piccole e medie dimensioni. Tutti questi interventi saranno concentrati nella cosiddetta area ‘verde’ nella parte nord del parco. Oltre alla rimozione dei pezzi inquinanti, -continua il comunicato- saranno avviati interventi nell’area gialla, mentre per quella classificata come ‘rossa’ dalla Procura, i tempi di intervento sono ancora da definire, poiché sono tutt’ora in corso i rilievi e le perizie condotte dai tecnici incaricati dalla magistratura per individuare con esattezza composizione e quantità degli agenti inquinanti. L’Amministrazione ha fatto ed intende fare un grande investimento per rendere nuovamente fruibile in tempi brevi e in totale sicurezza la più ampia parte del Parco – dichiara il sindaco – in continuo raccordo con l’autorità giudiziaria impegnata per individuare responsabilità e gravità di quei comportamenti che hanno messo a rischio la salute dei cittadini.”

Qualcosa, insomma, dovrebbe succedere a breve. Ne prendiamo atto e aspettiamo, confidando nel buon senso delle autorità competenti.

di Teresa Fabiola Calabria

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