di Teresa Fabiola Calabria

SAN GIUSEPPE JATO – Un vero e proprio contrappasso dantesco si è abbattuto su Equitalia, società di riscossione crediti. A beneficiarne, un pensionato 73enne di San Giuseppe Jato (Palermo) che si era visto pignorare la pensione e ipotecare l’appartamento di sua proprietà a causa di un presunto debito dell’uomo nei confronti di Equitalia per un valore di circa 135 mila euro.

Logo_EquitaliaIl pensionato tuttavia non si è arreso all’apparente evidenza dei fatti, – risalenti al 2000- forte della consapevolezza di non aver contratto nessun debito di tale entità. Si è quindi rivolto ai suoi legali di fiducia che hanno dimostrato, carte alla mano, l’infondatezza dell’accusa: infatti le tanto temute cartelle esattoriali non sarebbero state firmate dall’uomo -che infatti non ne sapeva nulla- ma da una presunta e non meglio identificata “signora Angela”, figura totalmente estranea al nucleo familiare del pensionato.

Si è quindi arrivati al giorno della sentenza, emessa dal Tribunale di Enna il 5 novembre scorso, che ha dato piena ragione all’uomo, condannando Equitalia al pagamento delle spese processuali per più settemila euro, oltre ovviamente all’obbligo di ritirare immediatamente ogni atto esecutivo nei confronti del pensionato.

Si tratta di una sentenza destinata sicuramente a rappresentare un importante precedente giudiziario.

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