PALERMO – Si, non avete letto male. Per una volta, il vecchio adagio che vuole Palermo intrisa di malaffare e Milano specchio fulgido di virtù, non è valido. E non si tratta delle parole tirate fuori da un comizio politico, ma dei dati elaborati dall’Istat, oggi rilasciati, che collocano il capoluogo siciliano tra le città in cui si sono registrati meno delitti.

Ecco cosa si legge in proposito: “La rilevazione riguarda la totalità dei delitti, di autore noto e ignoto, denunciati dalla forze di Polizia all’autorità giudiziaria, giunte da privati cittadini o accertati autonomamente nel corso delle attività di contrasto alla criminalità. Palermo è la città con il tasso di delittuosità totale più basso fra tutte le 12 grandi città italiane: 5.760 delitti ogni 100 mila abitanti. La città con il tasso di delittuosità più elevato è Milano, con un valore pari a 12.440 delitti ogni 100 mila abitanti, seguita da Bologna con 12.309 reati e Torino con 10.424 reati. Per una corretta interpretazione dei dati, si deve però tener conto della differente propensione a denunciare i delitti nei diversi contesti geografici, fenomeno che assume maggiore rilevanza al diminuire della gravità del delitto subito”.

Riguardo poi ai delitti di sangue, si legge: “Con riferimento agli omicidi volontari consumati, il tasso di delittuosità a Palermo è pari a 1.5 delitti ogni 100 mila abitanti. Nel confronto con gli altri grandi Comuni, la nostra città di colloca al terzo posto, dietro a Napoli, (3 delitti ogni 100 mila abitanti), e Bari (2,5). Le città con il tasso più basso sono Genova (0,3), Verona (0,4) e Firenze (0,5). Più in generale, il tasso relativo agli omicidi volontari in tutte le grandi città del Sud è più elevato rispetto alle grandi città del Centro-Nord. Con riferimento ai tentati omicidi, viene meno, però, la netta contrapposizione fra il Nord ed il Sud, anche sei i tassi più elevati si registrano a Bari (5,7 tentati omicidi ogni 100 mila abitanti) e a Napoli (4,9). In questa triste classifica, Torino si posiziona al terzo posto, con 3,4 tentati omicidi, che precede di un solo decimale Catania. Palermo, con 2,7 tentati omicidi ogni 100 mila abitanti, si trova all’ottavo posto, davanti a Firenze (2.4), Genova (2,2), Bologna (1,3) e Verona (1,2)”.

Infine, per quanto riguarda i tentativi di furto, l’Istat rileva: “Nel confronto con le altre grandi città, Palermo, con 122 furti con strappo e 254 furti con destrezza ogni 100 mila abitanti, è la quinta città per il tasso relativo agli scippi, dopo Napoli, Catania, Bari e Torino. Addirittura penultima (prima di Catania) per il tasso relativo ai borseggi.  Nonostante il numero dei furti in abitazioni a Palermo sia più che raddoppiato dal 2009 al 2013, nel confronto con i grandi comuni italiani il fenomeno ha fortunatamente dimensioni ancora contenute: a Palermo nel 2013 si sono registrati 258 furti in abitazioni ogni 100 mila abitanti, secondo miglior valore dopo Napoli, mentre, per esempio, a Torino se ne sono registrati 763, a Milano 713 e a Bari 690”.

Una delle regole auree del buon giornalismo, afferma che una buona notizia, non è una notizia. Per questa volta però, facciamo un’eccezione.

Teresa Fabiola Calabria

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