PALERMO – Non ha nemmeno compiuto un mese di attività a pieno regime e già il tram suscita le prime polemiche. Pomo della discordia sarebbero i biglietti e le relative macchinette erogatrici, che non danno il resto.

L’Amat – che cura il trasporto pubblico di autobus e tram – fa dunque sapere, tramite comunicato, la posizione della società: “Sul tram possono essere utilizzati biglietti acquistati per la normale rete Amat, e quindi per gli autobus, che sono venduti in quasi 500 rivenditori autorizzati in tutta la città. I 90 minuti di validità del biglietto cominciano dal momento della obliterazione a bordo della vettura, sia essa del tram o dell’autobus.Per quanto riguarda le macchine emettitrici automatiche, ubicate presso le fermate e le stazioni del tram, la validità del biglietto, anche in questo caso, ha inizio dal momento della vidimazione a bordo e non dal momento dell’emissione da parte della macchinetta”.

“Riguardo alla vicenda di alcune emettitrici che non erogano il resto, infine, la stessa è stata portata all’attenzione della ditta che ha provveduto all’installazione e si stanno studiando le soluzioni”. “In ogni caso – dichiara il presidente dell’Amat Antonio Gristina – l’azienda ha appena terminato una fase sperimentale che è servita per predisporre al meglio i bandi per l’avvio del servizio di biglietteria elettronica e dematerializzata e stiamo lavorando per l’utilizzo del biglietto a banda magnetica, tutti strumenti che permetteranno a chiunque, e in modo facile e diffuso, l’utilizzo dei mezzi. Un utilizzo che comunque – sottolinea il presidente dell’Amat – i palermitani stanno già facendo e apprezzando, visti gli altissimi numeri dei biglietti obliterati sul tram in questi giorni”.

Ottimista il sindaco, Leoluca Orlando, che dichiara: “Si conferma il grande impegno dell’Amat per migliorare sempre il servizio offerto ai cittadini, con l’input che arriva in questa direzione dall’amministrazione comunale”.

Resta il nodo gordiano legato alle attese: alcuni cittadini infatti, segnalano attese anche di 55 minuti, per non parlare di un video, disponibile su internet, che mostra due vetture del tram in direzione opposta, sullo stesso binario.  A questo punto sorge spontanea una domanda: dato che siamo nell’era in cui tutto viene digitalizzato, perché non inventare un biglietto, magari con un chip connesso ad una app sullo smartphone, che permetta di “congelare” il tempo, sbloccandolo una volta arrivati sui mezzi pubblici?

Teresa Fabiola Calabria

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