PALERMO – Scontri tra polizia e studenti nei pressi del Teatro Massimo, a Palermo, dove era in corso la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Universita’ degli Studi alla presenza del premier Matteo Renzi. La zona è presidiata dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa, che hanno cinturato l’area circostante al teatro, che è off limits. I manifestanti, sparuti gruppi, si sono piazzati alcuni in un tratto di via Maqueda e altri in via Ruggero Settimo. Inizialmente, si era registrato un lancio di fumogeni da parte di alcuni giovani manifestanti. La situazione era tornata alla calma, senza alcun intervento delle forze dell’ordine. Poi un corteo ha tentato di forzare la cintura di sicurezza della “zona rossa” ed è stato respinto dalle forze dell’ordine con scudi e manganelli. Anche a Trapani, dove il premier è andato subito dopo la cerimonia di Palermo, una protesta, seppure meno violenta, di studenti, disoccupati, precari della scuola e della formazione professionale, è stata contenuta dalle forze di polizia. Tra i manifestanti anche un gruppo di operai della Sis, impegnati nei lavori del passante ferroviario, che vorrebbero consegnare una lettera per scongiurare i licenziamenti annunciati dalla societa’ a Palermo. Presente anche una delegazione del call center Almaviva, nel pieno di una vertenza sui trasferimenti degli operatori dalla Sicilia alla Calabria. “Siamo ancora in una situazione di stallo. I trasferimenti sono stati momentaneamente sospesi, ma fino al tavolo del 26 rimaniamo in bilico – dice Giovanni Gorgone della Cisl, che ha raggiunto in strada i centralinisti – Vorremmo che Renzi mettesse la parola fine a questa storia”. I dipendenti si erano recati già ieri sera al Teatro Santa Cecilia per chiedere un incontro al premier, impegnato in un meeting a sostegno del sì al referendum costituzionale. “Speriamo di avere miglior sorte oggi”, conclude Gorgone. A protestare contro il premier c’era anche una cinquantina di insegnanti e ricercatori precari nei pressi del teatro Massimo. Ai manifestanti, che hanno striscioni con scritto “Precarie Gae, Infanzia Sicilia Ruolo subito” e indossano magliette bianche con scritto “Vogliamo il ruolo” non è stato consentito di avvicinarsi all’area presidiata dalle forze dell’ordine. “La scuola siciliana ha bisogno di noi, chiediamo a Renzi il potenziamento della didattica per la scuola dell’infanzia – dice Amalia Aneli maestra precaria da 20 anni – perché abbiamo classi pollaio, vogliamo lavorare per arricchire l’offerta formativo. Da 20 anni attendiamo di essere assunte in ruolo”. Insieme ai precari della scuola e dell’università ci sono anche universitari dell’Udu e la rete degli studenti medi, mentre altri ragazzi dei collettivi studenteschi e universitari stanno manifestando in via Maqueda: anche a loro non è stato consentito di avvicinarsi. “Cercheremo di consegnare una lettera a Renzi – dice Marco Campagna, 21 anni studente di Ingegneria – sulla situazione che viviamo nelle scuole e nelle università del Mezzogiorno. Ma l’area è blindata e non ci hanno consentito di avvicinarci. In questa lettera chiediamo maggiori risorse per le università, per la ricerca e l’attivazione di un fondo perequativo per riequilibrare il divario tra atenei del Nord e atenei del Sud”.

(da Angelo Amante per palermo.repubblica.it)


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