PALERMO – Si è proceduto in queste ore alla pulizia di via Montepellegrino, invasa perennemente dai rifiuti derivati anche dalla presenza del mercato ortofrutticolo poco distante, a causa del quale le operazioni di ripristino del decoro urbano sembrano non bastare mai.

Nel pomeriggio di ieri infatti otto operatori della Rap hanno rimosso rifiuti misti e ingombranti con l’ausilio di un compattatore, una spazzatrice, due motolambri. A darne comunicazione il presidente della Rap Sergio Marino che comunque tende a precisare:“Questo tipo di intervento ha senso soltanto se i “mercatari” assumono comportamenti consapevoli e rispettosi verso la propria città insieme a controlli serrati”.

Il consigliere comunale di Palermo Filippo Occhipinti, del gruppo Misto, commenta così l’intervento straordinario della Rap in via Montepellegrino: “Bene l’intervento straordinario della Rap e le dichiarazioni del presidente Sergio Marino, che riconosce come questa strada sia ormai una discarica a cielo aperto. Il sindaco però adesso si faccia carico di indire un tavolo tecnico tra Rap, Comune, Vigili e operatori del mercato ortofrutticolo per realizzare un nuovo servizio di pulizia dentro e fuori il mercato. E’ da tempo e ripetutamente che chiedo di intervenire – spiega Occhipinti – il consiglio ha anche approvato una mozione in tal senso, di cui sono primo firmatario, e mi era stato detto che con le nuove spazzatrici il problema sarebbe stato risolto. Siamo davanti, insomma, a una vera e propria emergenza sanitaria. E’ necessario ridisegnare un nuovo servizio di pulizia e igiene dell’intera zona dentro e fuori il mercato che coinvolga tutti e il cui costo sia a carico anche degli operatori del mercato ortofrutticolo. Non è più tempo di tergiversare. Inoltre è auspicabile un maggiore controllo dei vigili, necessario per punire chi getta rifiuti ingombranti e materiali di risulta approfittando della generale ‘distrazione’ nei controlli. Sto valutando insieme a diversi commercianti e molti residenti della zona di presentare un esposto denuncia per carenza sanitaria”.

Teresa Fabiola Calabria

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