PALERMO – La Cgil ha ricordato oggi a Corleone Bernardino Verro, nel 101° anniversario dal suo assassinio. Una manifestazione, organizzata da Cgil, Legacoop, Libera, Anpi, Arci, col patrocinio della commissione straordinaria del Comune e la partecipazione degli alunni delle scuole, si è svolta davanti al busto bronzeo dedicato al sindacalista, in piazza Nascé. Verro fu uno dei leader più prestigiosi del movimento dei Fasci dei lavoratori, fondatore di cooperative agricole e di consumo, primo sindaco socialista di Corleone, assassinato dalla mafia il 3 novembre 1915.

Nel giorno del suo anniversario, la Cgil riapre la vertenza sul territorio: oggi alle 18 nel saloncino della Camera del Lavoro in via Beato Angelico si terrà un’assemblea di disoccupati, lavoratori, pensionati e studenti. Partecipano Calogero Guzzetta, segretario d’organizzazione Cgil Palermo e il segretario della Camera del Lavoro di Corleone Cosimo Lo Sciuto.

“Il modo più opportuno per ricordare Verro è parlare dei problemi attuali dei lavoratori e dei pensionati. I giovani scappano da Corleone, abbandonano in massa la nostra terra, il tasso di disoccupazione è sempre troppo alto e dobbiamo riaprire tutti insieme le vertenze sul lavoro per trovare occasioni di sviluppo e di crescita nei settori più idonei per scommettere sulla ripresa dell’economia nel nostro paese – afferma il segretario della Cgil di Corleone Cosimo Lo Sciuto – Sull’esempio e con le motivazione di Verro, dobbiamo far rivivere i valori che furono alla base della sua iniziativa sindacale affrontando i problemi del nostro territorio”. In mattinata, davanti al busto di Bernardino Verro sono state lette le poesie degli alunni delle scuole elementare e medie ed esposti i cartelloni dei ragazzi degli istituti superiori, intervenuti con le loro recite ed esibizioni alla commemorazione. «Bernardino Verro – dice Dino Paternostro, responsabile del dipartimento legalità della Camera del lavoro di Palermo – è stato il più importante leader sindacale e politico che la sinistra abbia mai espresso a Corleone. Ha lottato per la giustizia sociale, soffrendo carcere, esilio e miseria. E, da sindaco di Corleone, eletto in maniera plebiscitaria, fu assassinato dalla mafia, che vedeva messi in pericolo i suoi affari. Verro è stato un dirigente sindacale, un cooperatore e un sindaco coraggioso, che ha pagato con la vita la il suo coraggio e la sua coerenza. La lezione di Verro, ripresa da Placido Rizzotto e da Pio La Torre, oggi vive nelle lotte contro il caporalato, nelle cooperative che coraggiosamente lavorano sui terreni confiscati alla mafia, nelle associazioni di produttori onesti che si sforzano di coniugare sviluppo e legalità».


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