PALERMO – Ancora disagi lungo l’autostrada A19 che collega Palermo e Catania. Dopo il crollo dello scorso aprile infatti, ieri è toccato al viadotto dei “Cinque Archi”, in cui è stato riscontrato un tale cattivo stato di conservazione di alcuni piloni da portare i Carabinieri a sequestrare il punto incriminato, – punto in cui la circolazione era già stata vietata dal 7 maggio scorso- aprendo inoltre un’indagine a carico di ignoti con l’accusa di attentare alla sicurezza nei trasporti.

Tutto a causa dell’azione erosiva del fiume Salso, le cui acque avrebbero danneggiato talmente tanto le fondamenta in cemento armato del ponte, da renderle instabili, e quindi a rischio crollo.

Ma questa situazione, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è affatto un fulmine a ciel sereno. Già da tempo infatti, l’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) aveva denunciato: “Lo stato di degrado strutturale attesta come le strutture in cemento armato e le condizioni salmastre dell’area di ponte Cinque archi non possono essere ignorate e Anas e Regione”.

Dal canto suo l’Anas fa sapere di avere “piena fiducia nella magistratura per la rapida conclusione delle indagini che hanno portato al sequestro della carreggiata in direzione Palermo del viadotto “Cinque Archi” al km 95 sull’autostrada A19 “Palermo-Catania”  assicurando piena collaborazione.

“Sulla questione si faccia piena luce e cominci a pagare chi è veramente responsabile, perché finora hanno pagato solo i cittadini”. Il Movimento 5 stelle all’Ars commenta così la notizia del sequestro di un tratto del viadotto Cinque Archi sulla A 19. “I fatti dimostrano – dice Giancarlo Cancelleri – che chi sbaglia non paga mai. E’ ora di invertire questa tendenza e di inchiodare alle proprie responsabilità gli incapaci per quello che di sbagliato hanno fatto e, soprattutto, per quello che andava fatto e non hanno fatto”.

I trasporti in Sicilia sono attualmente preda del caos più totale, come un paziente che, ogni giorno che passa, accusa un nuovo dolore, mentre i dottori lo rassicurano che va tutto bene. Speriamo che anche in questo caso non valga il detto: “Mentre i dottori si consultano, il paziente muore”, perché a morire sarebbe principalmente l’economia Sicliana, che vede nel trasporto su gomma uno dei principali mezzi per far circolare le proprie merci.

Teresa Fabiola Calabria

 

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