PALERMO – Padre Puglisi continua, fortunatamente, a suscitare interesse. E’ attualmente in lavorazione infatti, un docu-film sulla vita del beato padre Giuseppe Puglisi, o come lo chiamavano i suoi ragazzi che tanto amava, 3P per via delle “p” che compongono il suo nome, ovvero Padre Pino Puglisi.

Il film, girato dalla giovane regista palermitana Linda Ferrante, nasce dall’idea di Sergio Quartana, commissario e presidente dell’associazione culturale della Polizia Municipale di Palermo. Ecco cosa ci ha detto.

  • Da dove nasce l’idea del film?

– “Nel 2013 abbiamo realizzato il fumetto sulla vita di Padre Puglisi, poco prima della sua beatificazione. Poco tempo dopo sono stato invitato alla proiezione di un film realizzato da una giovane regista palermitana, Quartana_FerranteLinda Ferrante, dal titolo “Mia figlia” sull’abbandono dei bambini. Da quell’incontro è scaturita l’idea di realizzare un film sulla vita di Padre Puglisi “uomo che incontra l’uomo” e abbiamo iniziato questo percorso, leggendo tutti i libri esistenti al riguardo, abbiamo incontrato tante fra le persone che l’hanno conosciuto, anche se non tutte per ovvi motivi. Abbiamo incontrato anche la sua famiglia. Ci tengo a precisare che nel film non c’è solo Brancaccio, che è entrata a far parte della vita di Puglisi solo negli ultimi tre anni della sua esistenza. Ad esempio l’idea del fumetto è nata da una delle tante frasi che don Puglisi diceva: “Vanno bene le manifestazioni e i cortei, ma se non sono seguite dai fatti, servono a poco”.

  • Tra le varie fonti a cui avete attinto, c’è anche Francesco Deliziosi?

-“Si, io e Francesco -caporedattore del Giornale di Sicilia, nda- ci siamo conosciuti perchè io gli ho fatto conoscere il fumetto. Poi lui, via mail mi ha fatto sapere di averlo molto apprezzato. Poi ci siamo incontrati, confrontati, e anche con lui è nata questa voglia di scrivere questo film su Padre Puglisi, anche grazie al suo libro molto bello, “Il prete che fece tremare la mafia”. D’altra parte lui ha conosciuto Puglisi molto bene, vivendo gli stessi anni. Io penso che il suo libro sia uno dei migliori su padre Puglisi, che meglio racchiude i vari aspetti della sua vita”.

  • Rispetto al film di Roberto Faenza, “Alla luce del sole” in cui ci sono alcune parti diciamo romanzate, il vostro film in cosa si differenzia?

Quartana_Ferrante_set-“La nostra è una visione diversa. Nel film di Faenza, ad esempio, si vede il funerale di don Puglisi di giorno, appunto alla luce del sole, mentre tutti sanno che l’omicidio è avvenuto intorno alle 20:30. Sappiamo tutti benissimo inoltre che al momento dell’uccisione nessuno aveva capito cosa fosse successo perché i killer hanno usato il silenziatore. Le persone che l’hanno visto a terra hanno chiamato subito l’ambulanza, quindi sono intervenute non so quante persone, e fino all’ultimo momento non si è capita la causa della morte, finché non si è visto il foro dietro la nuca. Ma non è nostra intenzione fare parallelismi, tanto più che il nostro film parte da quando il giovane Puglisi decide di entrare in seminario, è un taglio improntato più sul Puglisi uomo che non sull’aspetto dell’antimafia. Lui stesso, in vita, infatti diceva: “Io non sono anti nulla”. Questo film vuol essere solo un contributo alla memoria di don Puglisi, una goccia nell’oceano che sta ottenendo già da ora molti riscontri. La regista è una ragazza molto carica”.

Teresa Fabiola Calabria

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