PALERMO – Se ne parlava già dal 30 settembre scorso: adesso la realizzazione della settima vasca di conferimento dei rifiuti nella discarica di Bellolampo sembra imminente. Poco o nulla infatti avrebbe risolto l’iniziativa della raccolta differenziata porta a porta promossa dal Comune di Palermo. Questi i dati risalenti al periodo che va da gennaio a luglio di quest’anno: rifiuti raccolti a domicilio: 14.963; raccolti per strada: 99.342; raccolti presso le postazioni 32.239, per un totale di 146.544. Troppo poco per una città come Palermo in cui, va però detto, l’attivazione del servizio di ritiro gratuito a domicilio ha ridotto di circa il 10% gli abbandoni illegali di rifiuti ingombranti.

Una delle strade che, secondo il consigliere comunale Angelo_Figuccia_FIAngelo Figuccia (FI) sarebbe auspicabile percorrere, è quella del riciclo dei rifiuti:”Nei paesi più evoluti del mondo, i rifiuti sono una risorsa e vengono utilizzati anche per produrre ricchezza. A Palermo, invece, la Rap, alla faccia degli “obiettivi di sviluppo del sistema Igiene Ambientale in forma sostenibile”, come sbandierato nel proprio piano industriale, progetta di ampliare la discarica di Bellolampo con la costruzione della settima vasca. Durante la mia visita dell’altro giorno a Bellolampo, – continua Figuccia – i dirigenti della Rap mi hanno parlato del progetto di costruzione della settima vasca, un’idea che va nella direzione esattamente opposta a quella seguita in tutto il resto del mondo. Invece di continuare a seppellire le montagne di rifiuti prodotti dai palermitani, con costi elevatissimi e un consumo abnorme del nostro già fragile territorio, con le future generazioni che pagheranno caramente queste scellerate scelte, dovremmo cominciare a pensare di trasformare i rifiuti in una risorsa e non in bombe ecologiche pronte ad esplodere da un momento all’altro”.

“Perché la scelta della raccolta differenziata è stata sostanzialmente abbandonata, invece di essere estesa in tutta la città? Perché si continua a comprare auto compattatori, cassonetti e altri mezzi per la raccolta dei rifiuti? C’è qualcuno che può spiegare ai palermitani, costretti a pagare le tasse più alte d’Italia, i motivi per i quali si continua a perseverare nel vecchio sistema di raccolta, che probabilmente andava bene qualche decennio fa, ma non sicuramente adesso? Orlando, che il sindaco lo sa fare e come presidente dell’Anci Sicilia, trovi la soluzione giusta sia per ripulire una volta e per tutte la città, ma soprattutto – conclude Figuccia – per far abbandonare definitivamente alla città di Palermo gli ultimi posti nelle classifiche nazionali che certificano la qualità della vita”.

Circa la mancata estensione della raccolta differenziata a domicilio nel resto della città poi, era stato il Movimento cinque Stelle, nella persona della deputata alla Camera Claudia Mannino, a minacciare a settembre, l’invio di una diffida a Regione, Comune di Palermo, Rap e Conai per comunicare che “se entro 30 giorni non fosse partito il secondo step della raccolta differenziata dei rifiuti a Palermo, avrebbe presentato un esposto alla magistratura ordinaria e a quella contabile” ricevendo in cambio la risposta, da parte del Comune, secondo cui “ci vogliono almeno 90 giorni per approntare il bando relativo alla comunicazione, che,  in pratica, significa che non si partirà prima di gennaio 2016. E questo a fronte dei ripetuti proclami che annunciavano la partenza addirittura nel 2014. La verità è che la differenziata non è una priorità politica, altrimenti il progetto sarebbe  entrato a regime entro il 2014”. Insomma, tutto resta fermo tranne le montagne di rifiuti che invece, aumentano vertiginosamente.

Teresa Fabiola Calabria

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