PALERMO – Alla fine la crisi ha colpito anche lui, l’uomo de “i ristoranti sono pieni e prenotare un aereo è impossibile”: Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia si appresta a concludere la sua due-giorni nel capoluogo siciliano all’insegna del fundraising, ovvero la raccolta fondi, una novità che per la prima volta tocca il partito del 61 a 0.

Dopo la cena di ieri sera a villa Bordonaro, a cui hanno preso parte un centinaio di imprenditori che hanno sborsato 500 euro a testa per avere la possibilità di desinare con l’ex Cavaliere, si svolgerà oggi presso il teatro Politeama la kermesse “Forza, alziamoci” in cui Berlusconi cercherà di infiammare i cuori dei suoi sostenitori e di “riunire i moderati”, come ha cercato di fare in queste ore con l’improvvisa apertura nei confronti del suo ex delfino Angelino Alfano che, manco a dirlo, si è detto entusiasta della cosa.

A capo della grande macchina organizzativa che coordina il ritorno del leader di Arcore in Sicilia dopo tre anni, troviamo Gianfranco Miccichè, artefice de facto dell’en plein forzista nel 2001 e l’ex deputato ed ex segretario generale dell’Ars Silvio Liotta, l’uomo che fece cadere il governo Prodi nel 1998 e che cura la raccolta fondi, in qualità di vicepresidente dell’associazione “La Forza delle idee”.

Nello Musumeci, leader del movimento civico #Diventerà bellissima a margine della manifestazione di Silvio Berlusconi, ha dichiarato:”Condivido l’auspicio del presidente Berlusconi: in Sicilia le forze politiche alternative al Pd possono, se tornano unite,  strappare la Regione al crocettismo. Nessuno più di me può sapere quanto siano sacrosante queste parole. Vorrei però augurarmi che la coalizione alternativa a Crocetta non sia solo una somma aritmetica ma anche una solida intesa su valori e obiettivi. Penso, ad esempio, alle diverse posizioni sul referendum per le trivelle, sulla riforma delle Province, sulla legge elettorale per i Comuni. Su questi e su altri temi credo si imponga subito un confronto franco e sereno tra le forze dell’opposizione”.

Per un curioso gioco del destino, oltre all’ex Cavaliere era presente a Palermo anche Gianfranco Rotondi, nel capoluogo per presentare la sua nuova creatura politica, Rivoluzione Cristiana, e lanciare la propria lista in vista delle prossime amministrative per il capoluogo di regione:”Berlusconi a Palermo? È una coincidenza che siamo qui entrambi, ma è una conferma che agiamo sempre in telepatia”. Il ritorno di un’intesa tra Fi e Alfano? Non so se sarà pace, ma la Sicilia può essere contenta di esprimere un bravo ministro degli Interni”. Alle prossime Amministrative ci presenteremo con le nostre liste, anche se ci sono casi in cui sosterremo candidati frutto di accordi. Le affinità saranno sui contenuti di solidarietà e vicinanza agli ultimi. Elena Saviano (attuale commissario regionale del movimento) potrebbe essere il nostro candidato sindaco di Palermo per le amministrative 2017 – ha spiegato Rotondi -. Sarebbe interessante un’esperienza diretta di Rivoluzione Cristiana che proponga una propria lista con a capo una donna che sfidi sul piano delle novità le altre forze politiche”. Tra i passaggi del suo intervento all’Hotel Wagner uno dedicato proprio al rapporto storico tra la Sicilia e la Dc. “Rivoluzione cristiana nasce lungo il grande letto del fiume democristiano che qui era poderoso perché la Sicilia e la storia della Democrazia Cristiana sono fortemente intrecciate. Qui tutti sono stati democristiani. E molti lo sono ancora. Ci faremo conoscere, non pensiamo di essere subito un partito di massa. Nasciamo adesso. Mi aspetto molto dalla Sicilia e la curerò personalmente”.

E’ curioso pensare che qualche tempo fa, nella ormai storica puntata di Servizio Pubblico, Silvio Berlusconi riferendosi a Marcello Dell’Utri, accusato di legami con la malavita, lo difendesse definendolo “persona perbenissimo, cattolico osservante” ma con una colpa incancellabile: “Ha un solo grande difetto: è nato a Palermo”. Chissà se si sarà ricordato dell’aneddoto, magari nel corso della cena di ieri sera in cui avrà intrattenuto gli ospiti tra una canzone di Aznavour e una barzelletta.

Teresa Fabiola Calabria

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