PALERMO – “La notizia inquietante di un allarme attentato nei confronti Antonio.Venturinodel giudice Silvana Saguto e del procuratore capo di Agrigento Renato Di Natale è la conferma di come la mafia sia sempre presente e forte e non intenda affatto mollare di un centimetro”. Lo afferma il vice presidente vicario dell’Ars Antonio Venturino, che, nell’esprimere solidarietà ai due giudici, sottolinea come “la politica, di fronte a una criminalità organizzata che in Sicilia collabora per progetti di morte nei confronti dei rappresentanti dello Stato, debba stringersi al fianco della magistratura per fare un fronte comune nella lotta alla mafia.”

Venturino ha poi aggiunto, ricordando l’anniversario della strage di Capaci, che questo “deve essere per tutti noi un momento di profonda riflessione rispetto a quello che ciascuno è chiamato a fare nella quotidianità per combattere tutte le mafie”.

Recentemente è stato vittima di intimidazioni mafiose anche Francesco Massaro, ex giornalista del Giornale di Sicilia che adesso gestisce la caffetteria Massaro di via Basile, che ultimamente ha registrato un’impressionante escalation di rapine, che il proprietario si spiega come una conseguenza della sua scelta di non pagare il pizzo, anche se non ha mai ricevuto, in concreto, inviti espliciti. In una intervista rilasciata a Repubblica, Massaro dichiara:”Mai nessuno è venuto a chiedermelo in maniera chiara. Ma a Palermo c’è una sorta di codice con significati precisi. Se subisci una rapina, dopo quindici giorni una seconda e dopo due mesi una terza, il messaggio è chiaro: […] sei invitato a presentarti da chi di dovere. Io a questa convocazione ho deciso di non rispondere”. L’imprenditore anzi, mantenendo la schiena dritta, ha sempre denunciato le 18 rapine, convinto di fare la cosa giusta.

Il presidente della commissione Attività Produttive del comune di Palermo, Paolo Caracausi (Idv), esprime piena solidarietà e apprezzamento per il gesto compiuto da Francesco Massaro, gestore dell’omonimo bar che ha detto no al pizzo. “Questa presa di posizione – dice Caracausi – dimostra che a Palermo ci sono tanti imprenditori onesti e che non vogliono piegarsi al volere mafioso e delinquenziale. Che ognuno faccia la sua parte, pubblica amministrazione e forze dell’ordine. Uniti si vince e sono certo possiamo sconfiggere questo male che affligge la nostra terra”

Teresa Fabiola Calabria

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