PALERMO – Nel quartiere palermitano della Guadagna non c’è una persona che non la conosca: suor Anna Alonzo, che si occupa di aiutare i minori in difficoltà e le donne strappate al marciapiede, accogliendoli presso il “Centro Arcobaleno 3P”, che si ispira all’opera missionaria del beato padre Pino Puglisi, sabato scorso ha subito un’aggressione da parte di alcuni giovani che l’hanno seguita e minacciata con un coltello sotto casa sua. Ma non si è lasciata per questo intimorire, anzi: “Evidentemente con il mio lavoro in un quartiere difficilissimo come la Guadagna rompo diversi equilibri. Ci sono 80 donne che nel mio centro fanno decine di attività. Nel pomeriggio accogliamo 200 bambini. Adesso stiamo creando un condominio solidale” ha dichiarato la missionaria poche ore dopo le minacce subite.

Suor Anna non è nuova purtroppo a questo genere di cose. Il suo centro infatti, subisce regolarmente raid vandalici, l’ultimo dei quali, alla conta dei danni, ha messo in evidenza porte distrutte, finestre rotte, ma anche furto di rame e, persino, il cibo destinato alle famiglie povere del quartiere. Desolante la dichiarazione in merito della religiosa: “Del lavoro svolto qui alla Guadagna alla città non importa. L’unico aiuto che ho avuto è stato dai detenuti del carcere Pagliarelli che hanno raccolto  3200 euro che mi sono serviti per sistemare una parte del centro che era pericolante. Sono loro che mi hanno detto che grazie al mio lavoro forse i loro figli possono avere un futuro diverso”.

Solidarietà è stata espressa a livello istituzionale dal sindaco Orlando e dall’assessore alle Attività Sociali, Agnese Ciulla : “Esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà a suor Anna Alonzo del Centro Arcobaleno 3P del quartiere Guadagna, aggredita la notte di sabato scorso” ricordando “il grande impegno sociale e culturale di suor Anna e dei volontari che con lei operano in una realtà difficile. Un impegno, evidentemente proprio perché lega la crescita sociale e culturale, sgradito a chi vuole mantenere la Guadagna e la città sotto il controllo di logiche e pratiche criminali”.

Parole di sostegno sono pervenute anche da parte del coordinamento provinciale di Palermo di Idv, per bocca del consigliere comunale Paolo Caracausi: “Esprimiamo solidarietà a suor Anna Alonzo, vittima di una aggressione da parte di ignoti. Il lavoro che suor Anna svolge in una quartiere delicato, come quello della Guadagna, sicuramente dà fastidio a chi non gradisce che i ragazzi vengano tolti dalla strada e che alle donne sia ridata una speranza”.

Anche padre Puglisi, quando era ancora in vita, ha lottato nel quartiere Brancaccio contro numerose intimidazioni e aggressioni, rivolte sia contro la sua persona che contro il centro da lui fondato, chiamato “Centro Padre Nostro”. Aggressioni che, a distanza di tanti anni, non si fermano ancora, facendo registrare continui danneggiamenti sia al centro che ai mezzi dei volontari. Evidentemente il nome di don Puglisi, soprattutto la sua opera e i frutti che essa produce, danno ancora fastidio. Quel sorriso accogliente, che fu sulle labbra di don Pino persino nel momento del suo assassinio e che fece successivamente convertire il suo carnefice, sgomenta ancora.

Teresa Fabiola Calabria

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