PALERMO – Continua ad imperversare la polemica sorta tra i consiglieri Paolo Caracausi e Filippo Occhipinti (entrambi appartenenti a Idv) nei confronti del direttore artistico del Teatro Biondo Stabile di Palermo, Roberto Alajmo, e dell’assessore alla Cultura Andrea Cusumano. Il motivo è “la notizia che il Teatro Biondo presenterà da solo la domanda per il riconoscimento di Teatro Nazionale, a causa dei tempi troppo stretti -cosa che – sostengono i due consiglieri Idv – certifica il fallimento della gestione del Biondo e si prospetta quindi una nuova bocciatura per la città, dopo quella come capitale europea della cultura. A questo punto il direttore, Roberto Alajmo, dovrebbe trarne le conseguenze e dimettersi, così come l’assessore Andrea Cusumano dovrebbe riconoscere di non essere all’altezza del ruolo che ricopre”.

Abbiamo chiesto maggiori delucidazioni al consigliere Caracausi:

Lei e il consigliere Occhipinti chiedete a gran voce le dimissioni di Alajmo. Ma in cosa ha sbagliato secondo voi, perché dovrebbe dimettersi?

 Paolo_Caracausi_idv“Perché, come da lui stesso dichiarato, ci stiamo presentando in ritardo all’appuntamento per l’ottenimento dello status di Teatro Nazionale e crediamo che Alajmo sia il principale responsabile, fermo restando che noi consiglieri abbiamo seguito, nei giorni scorsi, le vicende dei lavoratori del Biondo che hanno recentemente scioperato a causa dell’ulteriore riduzione dei loro stipendi. Riteniamo inoltre, che ci sia qualcosa che non va nei rapporti tra il direttore Alajmo e l’amministrazione comunale, perché non riusciamo a spiegarci come mai il consiglio comunale abbia approvato due milioni di euro a favore del Biondo, per poi dargliene, effettivamente, solo 145 mila. Da ciò consegue lo “scoperto” di conto corrente in banca e il pagamento di oltre duecentomila euro all’anno di interessi, soldi che poi vengono sottratti agli stipendi dei lavoratori per tentare di risanare questa situazione. Noi al momento non abbiamo niente di concreto in mano: sappiamo solo che l’assessore al Bilancio, che ha voluto Alajmo al Biondo, non ci dà i soldi, che esistono in cassa, mentre i lavoratori e le maestranze del Biondo patiscono la fame. Forse è prematuro chiedere le dimissioni di Alajmo in effetti, ma credo che se entro febbraio il Biondo non sarà entrato a far parte dei teatri Nazionali, credo che ciò rappresenti l’ennesima sconfitta della città sul campo della cultura. Il Teatro Stabile di Catania credo abbia pronta da mesi la candidatura, mentre noi invece continuiamo a giocare”.

Si era pensato, in alternativa, al teatro “Al Massimo” per agevolare la candidatura.

“Si, infatti il Comune di Palermo è socio al 15% di quel teatro, che, nonostante abbia, sotto certi aspetti, addirittura maggiori caratteristiche del Biondo, non viene neanche preso in considerazione ed è un peccato: esso è infatti una bella realtà Italiana, i cui spettacoli vanno in giro su tutto il territorio nazionale”.

In passato si è fatto il nome di Pino Caruso, come possibile responsabile del Teatro Biondo, in quanto ritenuto uomo di grande spessore culturale. Crede che sarebbe adatto a ricoprire quel ruolo?

“Debbo dire, con grande sincerità, che il nome di Caruso è uno dei nomi più importanti del campo dello spettacolo Siciliano. Rispetto ad Alajmo ha, sicuramente, un’altra visibilità. Potrebbe essere interessante per il rilancio del Biondo e della nostra città, quindi che ben venga, anche perché attualmente non stiamo vedendo grandi risultati nonostante quanto ci viene mostrato. Quando Alajmo afferma che gli abbonamenti sono quadruplicati, se poi consideriamo che il loro costo è diminuito del 20% rispetto a prima, le due cose devono collimare, altrimenti è un fallimento. Vorremmo capire infine, come vengono spesi i soldi, soprattutto perché la cosa strana è che, nonostante i fondi finora stanziati, non c’è la minima traccia dei bilanci. Inoltre, se questi soldi andassero a beneficio della cultura, dei lavoratori e dei palermitani non avremmo nulla da dire, ma il teatro risulta in deficit”.

Si attende a giorni la riunione tra la Fondazione del teatro Biondo, il Comune di Palermo e la Regione Siciliana, per decidere il da farsi, sperando che questo tentativo di ottenere il riconoscimento di Teatro Nazionale vada a buon fine.

Teresa Fabiola Calabria

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