Il tecnico a fine gara: “Meritavamo di vincere”.

Un Palermo propositivo, che per un tempo e mezzo gioca una gran partita, va ad un passo da una vittoria d’oro. I rosanero non riescono però a chiudere la partita, venendo raggiunti dalla Lazio su calcio di rigore. Termina 1-1 la sfida dell’Olimpico, Candreva risponde a Goldaniga. E’ tanto però il rammarico per le occasioni non sfruttate dalla formazione di Ballardini.

Ballardini torna dopo sei anni sulla panchina rosanero. Il modulo scelto è quello più amato dall’allenatore di Ravenna, il 4-3-1-2. Davanti a Sorrentino, Goldaniga e Gonzalez occupano il ruolo di centrali di difesa. Lazaar e Struna devono stoppare le ali biancocelesti e ripartire. Il centrocampo è affidato a Hiljemark, Jajalo e Chochev. Brugman viene schierato da trequartista, Vazquez e Gilardino formano la coppia d’attacco. Pioli risponde con un 4-3-3, Djordjevic viene supportato da Keita e Felipe Anderson.

Il primo tiro in porta è della Lazio, ma l’azione è viziata da un evidente fuorigioco non segnalato dall’assistente Di Fiore. La difesa del Palermo respinge un cross di Basta, Milinkovic calcia di controbalzo, Sorrentino mette in corner nonostante davanti a lui ci sia Djordjevic. Il serbo è al di là della linea difensiva e disturba il portiere, che però salva a mani aperte. Al 9’ il capitano rosanero è bravo ad uscire sui piedi di Felipe Anderson, contrastato anche da Lazaar.

L’atteggiamento della squadra di Ballardini però è quello giusto. La difesa è attenta, il centrocampo mantiene le giuste distanze e sembra avere le idee chiare. Il movimento delle punte e l’intelligenza di Brugman mette in difficoltà la difesa laziale. Al 13’ è proprio l’uruguaiano a mettere in movimento Lazaar, che sfrutta al meglio un ottimo movimento di Chochev. Il marocchino controlla la sfera, potrebbe servire i ben appostati Gilardino e Hiljemark, ma preferisce provare la botta da fuori. Marchetti c’è.

La Lazio arretra, il Palermo capisce che c’è spazio per continuare a spingere. Lulic perde un brutto pallone, Gilardino ne approfitta e passa a Vazquez. Il “Mudo” calcia però debolmente da ottima posizione. Al 18’ Chochev inventa un ottimo lancio per Gilardino, ancora in versione di assist-man. Sulla sponda arriva Struna, che però tira fuori bersaglio.

Il gol è però nell’aria e arriva al 22’. I padroni di casa respingono corto un calcio piazzato dei rosanero, Lazaar tenta il tiro ma sulla traiettoria, in posizione regolare, c’è Goldaniga. Controllo, stop e girata sono da centravanti, Marchetti non può arrivarci. E’ il primo gol in serie a per il numero 6, alla prima partita da titolare in rosanero.

La squadra di Pioli prova a reagire. Milinkovic è pericolosissimo al 25’ con un gran tiro di sinistro che termina alto di pochi centimetri. Decisamente peggiore la mira di Biglia al 33’, con una conclusione altissima dal limite dell’area. Sorrentino è invece bravissimo al 39’, con un riflesso che gli permette di dire di no al colpo di testa di Hoedt.

Dopo trentacinque minuti giocati a viso aperto, nel finale la squadra di Ballardini deve stringere i denti. La Lazio colleziona angoli e mischie in area, ma non trova il pari. Il Palermo va al riposo in vantaggio.

I biancocelesti provano a spingere in avvio, ma senza impensierire davvero la formazione di Ballardini. Sono invece i rosanero ad essere costantemente pericolosi nelle ripartenze. Al 9’, ad esempio, Gilardino va via sulla destra e serve Brugman, il numero 16 finta il tiro e serve invece Chochev, che però colpisce Marchetti.

Pioli prova a correre ai ripari. Escono dal campo Felipe Anderson e Djordjevic, entrano Candreva e Matri. L’ex attaccante del Milan ci prova subito, con un colpo di testa sugli sviluppi di una punizione che finisce alto.

E’ però il Palermo ad avere per due volte grandissime chance per andare a segno. Al 16’ Vazquez illumina con un gran suggerimento per Hiljemark, lo svedese serve Gilardino sulla destra. Sul cross del numero 11 Vazquez tenta senza successo il colpo di tacco, Chochev viene invece stoppato da Basta ad un passo dal gol. Cinque minuti più tardi il bulgaro viene liberato davanti alla porta da uno straordinario passaggio, con annesso tunnel, del “Mudo”. Marchetti ci mette i guanti, Vazquez serve Gilardino che però non riesce a calciare bene il pallone.

I rosanero sembrano in completo controllo, ma non riesce a chiudere la partita. La punizione, severissima, arriva al 23’. Hiljemark ferma ingenuamente in maniera fallosa Lulic al limite dell’area, Celi non può che indicare il dischetto. Sorrentino sfiora il rasoterra angolatissimo di Candreva, ma non riesce ad evitare l’1-1. E’ un pareggio che ha davvero un gusto amarissimo.

Ballardini e la sua squadra però non ci stanno. L’allenatore inserisce forze fresche dalla panchina, il resto della squadra dà tutto per tornare in vantaggio. Al 28’ Vazquez regala un gran suggerimento a Gilardino, che manca però l’aggancio per una conclusione da ottima posizione. Subito dopo l’attaccante viene sostituito da Trajkovski, mentre Hiljemark lascia il campo a Rigoni. E’ proprio il numero 27, che gioca con la mascherina protettiva, a costringere ad una grande parata Marchetti al 33’. Bravissimo il portiere della Lazio sul potente diagonale dalla destra.

Nel finale però la stanchezza rischia di giocare un brutto scherzo ai rosanero. Nel primo minuto di recupero Kishna, fra gli uomini più freschi in campo, si fa trovare al posto giusto su un perfetto cross di Basta. Il colpo di testa dell’ala finisce però clamorosamente sul fondo. La sfida si chiude senza altre occasioni. I tifosi rosanero hanno tanti motivi per credere in una crescita ulteriore di questa squadra. Il vero peccato è non aver portato a casa tre punti fondamentali che sembravano a portata di mano. Il Palermo sale a quota quindici punti in classifica.

12892-3“Il Palermo ha fatto una buona partita, ha avuto quattro o cinque occasioni nitide per il raddoppio. Credo che la squadra meritasse di vincere la partita oggi”. Parte da queste considerazioni l’analisi di Davide Ballardini al termine della sfida contro la Lazio. “Abbiamo trovato è un gruppo al quale piace lavorare tanto – sottolinea l’allenatore rosanero -. Io e il mio staff abbiamo portato le nostre idee, i ragazzi si stanno applicando molto seriamente. Siamo felici di essere tornati in una piazza che conosciamo. Brugman lo conosco da qualche anno, giocava da trequartista in Uruguay. E’ un centrocampista offensivo che sa legare il gioco, è abile ma allo stesso tempo umile. E’ un giocatore importante per noi”.(fonte palermocalcio.it)

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