PALERMO – La vicenda risale al 2014: due ex dipendenti Amap, introdottisi illegalmente nel sistema informatico dell’azienda per cui lavoravano, hanno per anni dirottato ingenti somme dalle bollette pagate da decine di condomini ignari, nelle loro tasche, per un totale di quasi 900.000 euro. Arrestati nell’ottobre del 2014 nel corso dell’operazione “Acqua in bocca” condotta dagli uomini della Guardia di Finanza, ai due – che hanno optato per il rito abbreviato – sono state prima rivolte le accuse di falso, peculato e accesso abusivo al sistema informatico, per venire poi condannati alla pena di cinque anni di carcere ciascuno, oltre alla confisca dei beni e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Oggi si chiede di mettere in chiaro una volta per tutte chi ha coperto l’operato dei due ex dipendenti, che hanno potuto operare indisturbati per così tanto tempo alle spalle dei cittadini onesti. Il consigliere comunale Idv di Palermo, Paolo Caracausi, ha presentato un’interrogazione al sindaco di Palermo per sapere se e quali provvedimenti siano stati presi, e non solo:”Chiediamo di sapere inoltre chi era il responsabile dei dovuti controlli e perché non si è accorto di nulla – dice Caracausi – non è possibile che per anni si consenta a dipendenti in malafede di fare quello che vogliono senza che nessuno se ne accorga o intervenga. Inoltre vogliamo capire se l’azienda si è attivata per riavere le somme sottratte”.

 

Teresa Fabiola Calabria

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