PALERMO – Unica data Italiana, è arrivata “Via Crucis”, la mostra del pittore colombiano Fernando Botero, inaugurata il 21 marzo a Palermo. A promuovere l’evento –  nella prima vetrina del calendario mondiale dei professionisti del settore turistico, con circa 11 mila aziende partecipanti – la Fondazione Federico II, braccio culturale dell’Assemblea regionale siciliana.  La mostra, per l’occasione, sarà visitabile nei giorni di venerdì, sabato, domenica e festivi fino alle ore 21 (l’ultimo biglietto della giornata verrà emesso alle ore 20:00).

Giovanni ArdizzoneLa mostra, -promossa dall’Assemblea regionale siciliana, dalla Fondazione Federico II e dal Museo di Antioquia – dopo aver soggiornato in tante città prestigiose del calibro di New York, Lisbona e Panama, resterà aperta a palazzo dei Normanni fino al 21 giugno dove i visitatori potranno ammirarne le bellezze nelle sale Duca di Montalto. Verranno esposti 27 dipinti a olio e 17 disegni sulla passione di Cristo, donati dall’artista colombiano al museo de Antioquia di Medellin, sua città natale, alla fine del 2012. “Puntiamo molto sulla promozione nel corso della Fitur di Madrid – afferma il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone – perché riteniamo che la mostra di Botero rappresenti un grande evento culturale di portata internazionale e quindi possa fungere da calamita per i turisti europei e non solo”.

Fernando Botero è un pittore, scultore e disegnatore colombiano nato a Medellin il 19 aprile 1932.Le sue opere si caratterizzano per uno stile originale, una sorta di figurativo moderno neo-rinascimentale, conosciuto da alcuni come “boterismo”, che conferisce un tratto inconfondibile alla sua produzione, caratterizzandosi per l’interpretazione data dall’artista a vari temi universali: l’essere umano e politico, la donna, l’uomo, i sentimenti, le deposizione_dalla_croce_boteropassioni, i dolori, le credenze, le dipendenze, le abitudini, la loro vita quotidiana, le relazioni, miti, leggende, eventi e drammi culturali, eventi storici e personaggi, la società, le pietre miliari dell’arte, animali, paesaggi e la natura in generale. Nel 1952 con il denaro ricevuto grazie ad un premio ed alla vendita di alcune delle sue prime opere, Botero si è trasferito in Europa a bordo di una nave italiana, arrivando a Barcellona per poi spostarsi a Madrid, dove si è iscritto all’Accademia di Belle Arti di San Fernando. Riuscì a guadagnarsi da vivere facendo disegni e dipinti dell’esterno del Museo del Prado. Da allora la sua fortuna è stata in rapida ascesa tanto da fargi conseguire 2008, Fernando Botero ha ricevuto un dottorato onorario dalla Universidad Autónoma de Nuevo León, nella città di Monterrey (Messico). Ha, inoltre, presentato per la prima volta in questa città la sua collezione di dipinti su “Abu Ghraib”. Botero è uno dei pochi artisti (se non l’unico) che ha avuto il privilegio di esporre le sue opere in alcune delle più famose vie e piazze del mondo, come gli Champs-Élysées a Parigi, la Grand Avenue a New York, il Paseo de Recoletos di Madrid, la Plaza del Comercio a Lisbona, Piazza della Signoria a Firenze e persino davanti le piramidi d’Egitto.Nel 2012 sono stati organizzati una serie di tributi internazionali, durante l’anniversario del suo ottantesimo compleanno.

Le celebrazioni hanno incluso retrospettive delle sue opere nei musei del Distretto Federale del Messico, di San Paolo del Brasile, Pietrasanta e Assisi in Italia, Santiago, Bogotá e Medellín in Colombia, Bilbao in Spagna e Bielefeld in Germania, tra i vari luoghi interessati. Il presidente della Colombia ha emanato un decreto che elenca 479 opere di Botero sul suolo del paese sudamericano, dichiarate di “interesse nazionale culturale”, prevedendo misure di tutela, conservazione e promozione da parte dello Stato colombiano. Nel suo recente lavoro, Botero ha fatto spesso riferimento alla situazione politica colombiana e globale. Ad esempio, la già citata serie di “Abu Ghraib” si compone di 78 dipinti che cercano di rappresentare gli orrori della tortura e della guerra legati all’invasione degli Stati Uniti in Iraq ed alle torture avvenute nel noto carcere. Tra le città in cui ha esposto di recente è doveroso ricordare Scottsdale, Tokyo, Atene, Quebec, Berkeley, Monterrey, Wilmington, New Orleans, Colorado Springs Memphis, Santa Ana, Seul, New York, Reno, Istanbul, Calgary, Vienna, Medellín, Lisbona e Panama.

Inoltre stamani a Palazzo delle Aquile, dove il sindaco Leoluca Orlando ha ricevuto l’Ambasciatore colombiano in Italia, Juan Sebastián Betancur. L’incontro è servito per ribadire la vicinanza e l’intensità dei rapporti culturali fra la città di Palermo e la Colombia e le reciproche esperienze nella comune lotta alla criminalità organizzata. Orlando ha ricordato, inoltre, all’Ambasciatore, la prima mostra dell’artista colombiano, Fernando Botero, rimarcandone genialità e doti artistiche, (le cui opere sono esposte fino al 21 giugno, a Palazzo dei Normanni), che ha avuto luogo a Palermo, nel 1988, informandolo, anche, del suo prossimo viaggio a Bogotà, in occasione del convegno internazionale sulle città più sicure, organizzato da Onu-Habitat, previsto a giugno. Sindaco e ambasciatore, in piazza Pretoria, hanno salutato gli alunni e le insegnanti dell’istituto Perez-Madre Teresa di Calcutta, presenti nell’ambito di “Panormus. La scuola adotta la città”.

Teresa Fabiola Calabria

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