“Non date la colpa al vostro panettiere se il prezzo del pane aumenta!” E’ il messaggio che Assipan, l’associazione dei panificatori aderenti a Confcommercio, manda ai consumatori. Sicuramente i panettieri nelle prossime settimane non potranno mantenere il costo del pane al prezzo attuale, infatti l’impennata dei prezzi all’ingrosso del grano duro, registrata dalla Borsa merci telematica italiana per i cereali, sta provocando un reale sconvolgimento del mercato all’ingrosso.

“Attualmente – spiega Giusi La Cava, presidente provinciale Assipan – il prezzo all’ingrosso della varietà migliore, cioè il grano duro fino, si attesta sui 367 euro/t (0,37 kg) in crescita del 23% rispetto all’avvio dell’attuale campagna commerciale e del 42% rispetto alle quotazioni dello scorso anno. Una fase di forte aumento dei prezzi che si riscontra in tutti i principali Paesi produttori. Il prezzo della farina, e di conseguenza quello del pane, è determinato dal prezzo del grano sui mercati mondiali delle Borse. Anche il grano infatti è soggetto alle fluttuazioni del mercato, proprio come l’oro e il petrolio. I panificatori sono consapevoli che un possibile rincaro danneggia pesantemente il consumatore finale ma purtroppo non sarà possibile contenere gli aumenti all’interno dei bilanci aziendali”.

Il chicco di frumento è gravato da speculazioni finanziarie che al di fuori delle Borse merci non possono essere controllate da singole persone ma da fondi di investimento che si dirigono verso il “valore atteso” generato dall’attività speculativa del Mercato. Quel mercato col quale il panificatore non può assolutamente interagire non possedendo alcuno strumento per modificare il prezzo del grano e di conseguenza quello della farina per la panificazione.

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