anziano

Dal Corriere della Sera apprendo che in un grande ospedale del Nord medici e infermieri hanno ricevuto nei giorni scorsi una lettera che dice più o meno così: «Da domani siete invitati a ridurre del 10% l’utilizzo di pannoloni».

Se la lettera fosse stata scritta da un vero manager, non si sarebbe limitata all’invito, ma avrebbe dovuto specificare anche “come fare per raggiungere l’obiettivo”. Ci provo io.

Ecco le possibili alternative:

  • Decimazione “hard”: facciamo fuori un anziano incontinente ogni dieci ricoverati.
  • Decimazione “soft”: si tira a sorte un anziano su dieci e lo si lascia senza pannolone.
  • Alternativa “solidale”: tutti gli anziani tengono il pannolone il 10% del tempo in più, abbattendo quindi del 10% il consumo.
  • Alternativa giustizialista: aprire gli occhi sui furti di pannoloni (ipotesi a cui accenna lo stesso Corriere quando dice “Se qualcuno i pannoloni se li porta a casa va denunciato”). Magari inserendo piastrine anti-taccheggio in confezioni a caso.

Le malelingue dicono che il vero problema è questo, i furti, e un aumento dei controlli getterebbe nel panico le ditte produttrici perché farebbe crollare i consumi in molti ospedali.  Se avessero ragione, però, caro Ministro della Sanità, bisognerebbe fare la stessa cosa con medicine, cotone idrofilo, disinfettanti, siringhe, carta igienica e quant’altro asportabile e rivendibile.

Ma l’ipotesi che in molti nostri ospedali si rubi di tutto mi sembra assurda.

Io non ci credo affatto.

E voi?

Carlo Barbieri

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