A  sostegno della mobilitazione per salvare Pantelleria e il Canale di Sicilia anche il prof. Paolo Maddalena, vice presidente emerito della Corte Costituzionale

PANTELLERIA – Ormai è mobilitazione generale per fermare la corsa alle trivellazioni nel Canale di Sicilia ed al tempo stesso  sollecitare l’iter per l’istituzione dell’Area marina protetta di Pantelleria.
A lanciare  un forte “sos”, per il futuro dell’isola, è ancora una volta Franco Tassi, naturalista di fama internazionale e storico direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo.
Sull’incantevole “Perla Nera del Mediterraneo” incombono minacce di trivellazioni petrolifere, qui ancor più folli, considerando il vulcanesimo sottomarino dei fondali e il valore ecologico del Canale di Sicilia.
“Non sarebbe meglio crearvi, come da anni propone il Centro Parchi, un bel Parco Bld'orsogna premiazioneu, meta del moderno ecoturismo internazionale?, si chiede Tassi.
Per queste ragioni il Comitato Parchi plaude all’iniziativa del Comune di Pantelleria e sostiene in modo convinto lo sforzo di Maria Rita D’Orsogna, insigne studiosa italo-americana, già ambasciatore della Natura 2012, e degli altri oppositori alla frenesìa delle trivellazioni per mare e per terra in paesi come l’Italia e nel Mediterraneo.
“Luoghi unici dice Tassi – che meritano ben altra considerazione, rappresentando un eccezionale patrimonio da difendere, anzichè dilapidarlo incoscientemente per il profitto immediato di pochi  e a danno della collettività”.
Come per altre “Piccole Isole Mediterranee”, il vero futuro di Pantelleria è in un vero Parco Blu aperto e dinamico che ne difenda paesaggio, natura e cultura, per trasformarla in una delle mete più agognate dell’ecoturismo internazionale.
A  sostegno di Tassi e della mobilitazione per salvare Pantelleria e il Canale di Sicilia dalle trivelle è intervenuto anche in vice presidente emerito della Corte Costituzionale, prof. Paolo Maddalena
“Si deve sapere – afferma il prof. Maddalena – che lo “Sblocca Italia”, che antepone l’interesse delle imprese ai reali bisogni del popolo italiano, è una legge per più versi incostituzionale – e aggiunge – per quanto riguarda le trivellazioni petrolifere  è da sottolineare che si tratta della violazione di un bene “primario ed assoluto” (sentenza della Corte costituzionale n.151 del 1986, confermata da molte altre sentenze successive) e cioé l’ambiente marino, e quindi della violazione degli articoli 9 e 117, comma 2, lett. s), della Costituzione, i quali impongono la tutela del paesaggio, dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali e naturali”.
“Le cosiddette “deroghe”  – insiste il noto costituzionalista – non hanno valore in questo campo, poiché si tratta di diritti inviolabili di tutti i cittadini, considerati come singoli e come parti della collettività (art. 2 Cost.).
“E’ indispensabile che singoli o associazioni o comitati da tempo radicati sul territorio – conclude il prof Maddalena – impugnino davanti al giudice amministrativo i provvedimenti che autorizzano dette trivellazioni, chiedendo di rimettere gli atti alla Corte Costituzionale per un giudizio incidentale di legittimità. Non c’è tempo da perdere perchè questo “Sblocca Italia” si sta rivelando è una vera tragedia”.

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